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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Politica

Tornano le nubi sulla mensa scolastica: un nuovo ricorso e 300 bambini su 1.200 che non ne usufruiscono

L'attacco della consigliera di Azione Politica Pompilio sull'organizzazione del servizio e sulla mancata convocazione della commissione costituita ad hoc

Un nuovo ricorso dell'ex gestore sull'appalto mensa, dopo quello che due anni e mezzo fa, bloccò l'avvio del servizio di refezione nelle scuole di Chieti. Ne dà notizia la consigliera comunale di Azione Politica Serena Pompilio, che torna ad attaccare l'amministrazione su un tema più caldo che mai. 

Si ricorderà che, a luglio 2021, il raggruppamento di imprese Consorzio Appalti Italia si era aggiudicato per tre anni l'appalto della mensa scolastica in città. Una serie di ricorsi aveva poi fatto sospendere quell'assegnazione, successivamente annullata in autotutela.

Trascorso qualche mese, il servizio, come disposto dai giudici amministrativi, era stato affidato al vecchio gestore Ladisa. Tuttavia, metà dell'anno scolastico in corso è proseguito senza pasti caldi a scuola, con i bambini costretti a portarsi il pranzo da casa, non senza proteste anche accese dei genitori. Finché, a metà febbraio, il servizio è ripartito temporaneamente. Un emendamento proposto dal presidente del consiglio Luigi Febo, infatti, ha permesso di trovare le risorse utili a coprire il costo dei pasti per un periodo limitato.

E oggi, stando ai dati diffusi dalla consigliera Pompilio, emerge che, su 1.200 alunni che potrebbero potenzialmente usufruire del servizio mensa a scuola, solo 900 ne hanno fatto richiesta. "Quindi - evidenza Pompilio - a fronte di una previsione errata nel numero, c'è un residuo da poter utilizzare fino agli inizi di maggio. Ma la domanda da porsi è: perché 300 famiglie non usufruiscono più della mensa scolastica? Perché mangiano a casa? Oppure si portano il pasto cucinato  a scuola?".

"L'assessorato al ramo - attacca la consigliera - si è ben tenuto lontano dal conoscerne le motivazioni, anzi, forse, si rallegra, così i soldi avanzano e si prolunga il servizio di un altro mese. Trecento bambini che non usufruiscono più della refezione scolastica, ma nessuno si interroga sulle reali motivazioni, peraltro esponendo l'ente a rischieste risarcitorie della ditta affidataria".

"Intanto - accusa Pompilio - ci si loda di ben lavorare per la città, però, a oggi già si sa anche che a settembre il servizio mensa non ricomincerà con la nuova gara in concessione di servizi. Insomma, un disastro, e rimane sempre inascoltata la proposta di utilizzare i soldi del fondo di solidarietà. Ma i disastri non finiscono qui, perché è emerso che vi è stato un nuovo ricorso della Ladisa avverso la decisione di revocata la gara già espletata durata circa due anni. Ma anche di questo nessuno ne parla, perché nascondere la polvere sotto il tappeto fa comodo e, difatti, la commissione mensa non si convoca".

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