menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Sinistra italiana si astiene dal voto alle provinciali: "Elezioni farsa"

Una scelta determinata dalla contrarietà alla riforma Delrio sulle province. Nonostante i contatti con altri gruppi di centrosinistra, hanno deciso di non partecipare

Dopo Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle, anche Sinistra Italiana ha deciso di astenersi alle elezioni provinciali in programma domenica (8 gennaio). I consiglieri dei 104 Comuni del chietino eleggeranno il nuovo consiglio provinciale, mentre resterà in carica il presidente Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, eletto a ottobre 2014 con le stesse modalità. 

Una scelta determinata dalla contrarietà alla riforma Delrio sulle province, “perché i cittadini sono stati esautorati dal diritto di voto”, chiarisce Silvio De Lutis, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, “mentre le Province, senza più fondi, non possono chiudere i bilanci”. 

Nelle scorse settimane, ci sono stati contatti con altri esponenti di centrosinistra, per cercare di formare una lista. “Ma abbiamo deciso di non aderire - prosegue De Lutis - perché non si parlava di questioni programmatiche, ma solo di ‘posti’, un’impostazione che non condividiamo”. Ai singoli consiglieri, comunque, è lasciata la libertà individuale, nonostante la posizione generale del partito. 

Duro il consigliere comunale de L’Altra Chieti, Enrico Raimondi: “Queste finte elezioni provinciali dimostrano la profonda crisi politica del centrodestra al Comune di Chieti (Ncd ha formato una lista autonoma, mentre Forza Italia e Udc correranno insieme), che si è già vista in consiglio con la richiesta di dimissioni dell’assessore Di Biase. Inoltre mi pare che il Partito Democratico continui a strizzare un po’ troppo l’occhio a Ncd, facendo qualche volta anche da stampella alla maggioranza in consiglio comunale, quando non ha troppi numeri”. 

Per Alfonso Di Tullio, consigliere comunale di Pollutri, “queste elezioni tolgono la scelta democratica al cittadino. Ci avevano detto che con l’abolizione delle province avremmo risparmiato parecchio, che sarebbero diminuite le tasse: siamo stati presi in giro due volte. Questa è una farsa e dobbiamo riappropriarci della nostra democrazia”. 

Il consigliere comunale del Comune di Guardiagrele, Franco Caramanico, fa leva anche sul ruolo delle Regioni. “Per governare - dice - ci vogliono risorse competenze: non può essere un ente in fase di dismissione a governare queste cose”. E non dimentica il punto critico del chietino, la sanità. “Con un bacino di utenza di 566mila persone, mancano 958 posti letto rispetto al decreto Lorenzin. In più sono stati chiusi 7 ospedali (Guardiagrele, Ortona, Casoli, Atessa, Gissi, Villa Pini e Spatocco): se non c’è un ente provincia in grado di interloquire e discutere a livello regionale degli interessi di area vasta, non andiamo da nessuna parte.

IL FUTURO. Sciolta Sel il mese scorso, Sinistra Italiana rinascerà come soggetto politico nel congresso nazionale in programma il prossimo 18 e 19 febbraio, mentre il 4 ci sarà quello provinciale. Fino ad allora, saranno i coordinamenti provinciali a fare da reggenza. E, per chi vorrà, c’è tempo fino al 28 gennaio per tesserarsi. 

TUTTE LE LISTE CANDIDATE ALLE PROVINCIALI

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento