Sevel, Febbo e D'Annuntiis: “Garantita la sicurezza dei lavoratori”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La Regione Abruzzo, come ha già fatto in questi ultimi due mesi di emergenza sanitaria, continuerà a salvaguardare la salute dei lavoratori, tutelare il mondo produttivo mettendo in campo azioni e regole concrete per garantire la sicurezza nel trasporto pubblico locale come è stato fatto per le linee operaie da e verso la SEVEL". Questa la risposta dell'assessore regionale Mauro Febbo alle Attività Produttive Mauro Febbo e del Sottosegretario alla Presidenza con delega ai Trasporti Umberto D'Annuntiis alle critiche avanzate dal partito di Rifondazione Comunista che spiegano quanto segue: "innanzitutto il 24 aprile il Dipartimento infrastrutture e Trasporti della Regione Abruzzo ha inviato una circolare a tutte le aziende TPL esercenti le linee operaie Val di Sangro dove sono state elencate indicazioni sugli obblighi a carico degli utenti e delle aziende al fine di garantire il trasporto in sicurezza dei lavoratori. Peraltro esistono piani di trasporto che prevedono l'aumento del 60/70 % del trasporto pubblico locale. Questa circolare lunedì (domani) verrà trasformata in ordinanza e firmata dal Presidente Marsilio. Si sottolinea che la nostra circolare non nasce a caso o dal nulla ma bensì dal tavolo di lavoro iniziato in questi giorni tra le Regioni e il Ministero dei Trasporti al fine di definire uno specifico protocollo d'intesa con regole e obblighi a cui le aziende di trasporto devono attenersi insieme agli utenti. Inoltre informo i pochi iscritti al Partito Comunista che per riprendere le attività la Regione ha dovuto analizzare e tener ben conto di tutti gli aspetti sanitari tra cui gli indici di contagio. Come Governo regionale siamo in prima linea per tutelare i lavoratori ma abbiamo anche il dovere morale ed amministrativo di far ripartire quanto prima la macchina produttiva altrimenti fra qualche mese dovremmo fare i conti con una nuova andata di chiusura e di delocalizzazione come accaduto durante la crisi 2004. Pertanto - concludono Febbo e D'Annuntiis- invito il Partito Comunista ad essere collaborativo come lo era negli passati anziché aizzare inutilmente una parte di lavoratori trasformandoli in marionette, anche perché siete poche credibili alla stragrande maggioranza dei lavoratori". 

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