Il regolamento sui rifiuti arriva in consiglio, ma senza agevolazioni: la minoranza annuncia battaglia

L'accusa del capogruppo di Chieti per Chieti Febo contro l'amministrazione, che a suo dire non avrebbe recepito l'ordine del giorno votato dall'assemblea

Annuncia battaglia dell'opposizione a colpi di emendamenti contro il regolamento sulla Tari il capogruppo di Chieti per Chieti in consiglio comunale, Luigi Febo. Insieme al candidato sindaco del centrosinistra, Diego Ferrara, che siede già in consiglio nello stesso gruppo consiliare, aveva accusato il Comune di non aver lavorato per la riduzione delle tariffe, nonostante l'ordine del giorno approva dall'assemblea. Un allarme già lanciato dall'Udc.

Ora, il regolamento delle entrate arriva in consiglio comunale nella seduta di mercoledì (5 agosto) o, qualora non si raggiungesse il numero legale, venerdì (7 agosto). Ma, annuncia Febo, "come gruppo consiliare di minoranza ci opporremo fermamente". 

"Nonostante le specifiche previsioni normative (dl Fiscale e dl Cura Italia e Delibera Arera) e al netto del nostro ordine del giorno poi approvato all’unanimità, ma soprattutto a dispetto del decreto 24 luglio 2020 che determina i criteri e le modalità del riparto del Fondo (di 3,5 miliardi di Euro) istituito per concorrere ad assicurare ai Comuni, Province e città metropolitane, le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali per l’anno 2020 in relazione alle perdite (anche per mancata contribuzione Tari) seguite ad emergenza Covid-19, la giunta di centrodestra non intende provvedere alla rimodulazione delle tariffe in favore delle famiglie, della attività commerciali e produttive che hanno sofferto le conseguenze economiche del lockdown", accusa Febo. 

"Le motivazioni di questa scelta dell’amministrazione teatina, cioè le giustificazioni che sono soltanto pretesti - incalza - rimandano alla presunta mancanza di erogazione statale a copertura delle minori entrate per gli enti locali. Banalmente ci si chiede, allora, se il sindaco Di Primio stia involontariamente, o meno, dimenticando di ricordare che il riparto del Fondo è stato definito con la nota metodologica approvata dalla Conferenza Stato-Città con decreto del 16 luglio. In particolare - aggiunge - ci si chiede se la giunta teatina abbia contezza del contributo, una tantum e a fondo perduto, già determinato per il minore gettito fiscale 2020 (Tari, Imu, Tosap) per il Comune di Chieti pari alla somma di 2,5 milioni di euro come da allegato al decreto 24 luglio 2020 sul riparto dettagliato del ristoro ai comuni abruzzesi. Evidentemente no, possiamo dire noi, visto che in questa che appare come una delibera 'farsa' si specifica soltanto l’ovvietà per la quale il Comune di Chieti 'non intende adottare per il 2020 le stesse tariffe dell’anno 2019' (dl Cura Italia): e ci mancherebbe, aggiungiamo, visto che nel 2019 le tariffe sono state erroneamente computate includendo somme non correttamente imputate e dovute da parte dei cittadini".

Per l'esponente di minoranza, le tariffe della tassa sui rifiuti si possono rimodulare: "È possibile sia sul piano normativo, quanto su quello delle risorse garantite ai comuni a copertura e ristoro delle minori entrate da riduzione contributi, oppure dalle maggiori spese affrontate a seguito del Covid-19. Del pari l’abbattimento della Tari si potrebbe fare ad esempio con copertura con i minori costi garantiti della rimodulazione dei mutui, oppure date le sospensioni delle rate presso Cassa Depositi e Prestiti, per cui è evidente che a Chieti ciò che manca è la volontà o capacità politico-amministrativa di ottemperare a quanto riconosciuto e dovuto ai cittadini da parte di una giunta che con mutate vesti si appresta a chiedere nuovamente favore e consenso per le imminenti elezioni amministrative".

Se il regolamento dovesse passare in consiglio così come formulato attualmente, i teatini dovrebbero pagare 4 rate mensili nel periodo tra fine agosto e settembre. 

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"Con fermezza e determinazione - conclude Luigi Febo - presenteremo emendamenti al regolamento finalizzati alle  giuste e dovute riduzioni TARI in favore delle famiglie delle attività produttive e commerciali che non hanno prodotto Rsu, e che invece hanno subito danni dal lockdown". 

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