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Martedì, 24 Maggio 2022
Scuola

Maturità 2022 ed esami di Stato primo ciclo: pronte le ordinanze del ministro Bianchi

Le prove nazionali Invalsi non costituiranno requisito di accesso

Tutto pronto per i prossimi esami di Stato 2022 del primo e secondo ciclo. Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha preparato le nuove ordinanze su ammissione, svolgimento e ulteriori informazioni utili. Le ordinanze sugli esami di giugno sono state trasmesse nella giornata odierna – 31 gennaio – al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione (Cspi) per il previsto parere. Una volta che l’iter amministrativo sarà completato, saranno trasmesse alle competenti commissioni parlamentari, come previsto dall’ultima legge di bilancio. 

Modalità di svolgimento

Le prove scritte per gli esami di Stato 2022 del primo e secondo ciclo si svolgeranno in presenza. Per il solo colloquio finale è prevista la possibilità di videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata.

Esami di Stato 2022 primo ciclo

La prima prova scritta sarà di italiano. La seconda prova verificherà le competenze logico-matematiche. Infine ci sarà il colloquio durante il quale saranno accertate anche le competenze relative alla lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’educazione civica. 

La votazione resterà in decimi e, se tutta la commissione sarà d’accordo, sarà possibile ottenere la lode.

Le prove Invalsi, che comunque si terranno, non costituiranno requisito di accesso.

L’esame si svolgerà nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022.

Maturità 2022

La prima prova scritta sarà quella di italiano su base nazionale. Si terrà il 22 giugno 2022 alle ore 8.30. Le tracce saranno sette tracce con tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

La seconda prova, sempre scritta, si terrà il 23 giugno. Avrà per oggetto una sola disciplina tra quelle caratterizzanti per ciascun indirizzo. La prova sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame.

La prova orale prevedrà l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un problema, un progetto) che sarà sottoposto al candidato. Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di educazione civica; analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. La commissione sarà composta da sei commissari interni e un Presidente esterno.  

Il consiglio di classe elaborerà il documento con il percorso formativo fatto dagli studenti, gli strumenti di valutazione utilizzati e gli obiettivi raggiunti, ponendo attenzione all’insegnamento trasversale dell’educazione civica entro il 15 maggio.

La valutazione finale sarà in centesimi.

Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 40 punti (12 per il terzo anno, 13 per il quarto e 15 per il quinto). Le prove scritte peseranno fino a 40 punti, il colloquio fino a 20.

La lode dovrà essere approvata all’unanimità dalla commissione d’esame.

La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che pure saranno svolte, e lo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento non costituiranno requisito di accesso alle prove. 

Le scelte di oggi rientrano nel percorso di progressivo ritorno alla normalità che stiamo realizzando. Non siamo ancora fuori dalla pandemia, ma già quest’anno, grazie ai vaccini e alle misure di sicurezza decise dal governo, abbiamo garantito una maggiore continuità della scuola in presenza, fin dal primo giorno. Abbiamo tenuto conto, come era giusto fare, degli ultimi due anni vissuti dai nostri ragazzi. Per questo, ad esempio, nel secondo ciclo, affidiamo la seconda prova scritta alle commissioni interne, che conoscono i percorsi personali degli studenti. Dobbiamo rimetterci in cammino verso la normalità e guardare al futuro, lavorare alla scuola che vogliamo costruire insieme - le parole del ministro Patrizio Bianchi.

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