Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Cisl Femca: la riorganizzazione delle reti del gas esclude l'Abruzzo

L’Azienda F2I/Reti Italia ha intrapreso un processo di riorganizzazione che prevede l’accorpamento di 3 importanti aziende di fornitur: Enel rete Gas - EDON - G6 Rete Gas, ma il nuovo progetto aziendale non ha visto coinvolti i sindacati, gli enti locali e le istituzioni. La denuncia è emersa dal direttivo della Femca di Chieti, riunitosi stamani

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

In questo periodo l’Azienda F2I/Reti Italia ha intrapreso un processo di riorganizzazione che prevede l’accorpamento di 3 importanti aziende di fornitura GAS: Enel rete Gas - EDON - G6 Rete Gas. Un nuovo progetto aziendale che non ha visto coinvolto i Sindacati e gli Enti locali e le Istituzioni. Una denuncia emersa dal direttivo della FEMCA di Chieti riunitosi questa mattina alla presenza del Segretario regionale di categoria, Donatino Primante.

“È impensabile che un’azienda che come quella del Gruppo F2I/Reti Italia continui ad assumere decisioni  unilateralmente  sul processo di unificazione, senza coinvolgere  le Segreterie territoriali di categoria e le RSU, violando le norme previste dal CCNL Gas/Acqua in materia di Relazioni Industriali, - dichiara Franco Serra, Femca Chieti. L’Azienda deve avviare un confronto con le OO.SS. per avere un quadro complessivo sull’occupazione, sulle strutture organizzative, sui nuovi assetti territoriali, e giungere ad un progetto di riorganizzazione condiviso”.

“Nel progetto di riorganizzazione dell’Aziende, con l’avvio di una fase di razionalizzazione e di diversa distribuzione delle attività lavorative, la Regione Abruzzo viene esclusa, - denuncia Donatino Primante, Segretario FEMCA Abruzzo. Questo porterà ad un svuotamento delle professionalità sul territorio regionale e della provincia di Chieti,  e uno spostamento di forze lavoro verso altri territori in cui l’Azienda F2I/Reti Italia ha deciso di investire. Si avranno conseguenze negative anche sull’offerta e l’erogazione dei servizi ai cittadini abruzzesi se il Gruppo decidesse di lasciare definitivamente la Regione. In Abruzzo i conti delle bollette sono sempre più salati mentre i  servizi sempre meno efficienti. È ora di dire basta e la politica deve assumersi le proprie responsabilità”.

Una riorganizzazione aziendale che colpirà con conseguenze svantaggiose il tessuto economico - occupazionale regionale e territoriale già fortemente colpiti da un tasso di disoccupazione che ha toccato l’8,7% nel 2011. Gli occupati sono diminuiti dal 2008 ad oggi di circa 5 mila unità, mentre i disoccupati sono passati da 10 mila persone nel 2008 a circa 14 mila  a fine 2011.

“Il Gruppo Reti Italia gestisce la distribuzione della risorsa GAS sul territorio abruzzese ad oltre 100 Comuni, tra i quali: Chieti, L’Aquila, Teramo, Lanciano, Vasto,  ma a questo investimento dell’azienda non corrisponderanno benefici, in termini economici ed occupazionali, per il territorio se l’industria decidesse di spostare i punti decisionali, attualmente presenti in Abruzzo, in altre Regioni”.

“Metteremo in campo tutte le azioni possibili se l’azienda non dovesse definire in modo condiviso, ma in modo unilaterale, un piano di riorganizzazione dei livelli occupazionale e degli assetti organizzativi. Inoltre, le Istituzioni Locali e regionali, i Sindaci e i politici,  devono intraprendere iniziative per evitare che il Gruppo F2I/Reti Italia abbandoni la Regioni e la Provincia di Chieti e chiarire gli scenari futuri per lo sviluppo territoriale sul piano occupazionale e sul possibile abbassamento degli standard dei livelli di sicurezza e qualità dei servizi, concludono i due Segretari della FEMCA. ”

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