Cronaca

Porto turistico San Vito Chietino, Wwf: "Tutt'altro che sostenibile"

Per l'associazione ambientalista si tratta di un'ulteriore colata di cemento; la stessa diserterà l’incontro organizzato dall'amministrazione comunale il 16 dicembre

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Risale a poco più di un anno fa il comunicato del WWF relativo al progetto di porto turistico nel Comune di San Vito Chietino. Già in quell’occasione dichiarammo che, a nostro parere, si trattava di una scelta folle, antieconomica e devastante dal punto di vista ambientale. Da allora ad oggi l’amministrazione comunale di San Vito ha mostrato chiaramente quale sia la propria idea di sviluppo economico: prima con il progetto di un villaggio turistico a Colle Foreste, su uno degli ultimi lembi verdi delle colline teatine, poi opponendosi e osteggiando in ogni modo la nascita del Parco della Costa Teatina, ed infine con questa proposta di ulteriore colata di cemento sulla costa.

E’ evidente che si tratti di un modello che non ha niente a che vedere con il tanto sbandierato “sviluppo sostenibile”, di cui si riempiono la bocca politici e amministratori e di cui si fa menzione nel documento diffuso in questi giorni dal Comune di San Vito dal titolo “Report informativo della progettazione del porto”.

Citiamo, a titolo di esempio, alcuni passaggi, testualmente presi dal Report:
“L'obiettivo prioritario del progetto è quello di creare un luogo ricettivo di eccellenza storica e paesaggistica (ndr. un porto turistico?). Tutte le azioni progettuali prefigurabili devono essere tese verso la realizzazione di una nuova forma di turismo sostenibile di qualità, a partire dalla riconversione delle aree di risulta e dalla realizzazione della via verde”

Facciamo notare che la nota interrogativa tra parentesi non è stata inserita dal WWF, ma dall’autore stesso del Report, evidentemente consapevole dell’assurdità della dichiarazione! Il concetto poi di turismo sostenibile è semplicemente in antitesi con quello da diporto, che usa mezzi inquinanti e rumorosi, i quali, più che attrarre, allontanerebbero i cicloturisti della Via Verde.

Ancora più incredibile appare il passaggio successivo:“è necessario scongiurare ogni azione di aggressione edilizia nei confronti delle aree verdi che coronano il centro storico di crinale, e di tutte le aree poste a margine e in aderenza della Riserva naturale Regionale “Grotta delle Farfalle”. Una frase del tutto condivisibile, ma che ci sembra fuori luogo considerando che proprio la stessa amministrazione sta permettendo uno scempio edilizio di proporzioni immani proprio accanto alla Riserva Regionale citata, ossia il villaggio turistico di Colle Foreste, 140.000 mq occupati da bungalows, ristoranti, sala meeting, villette e quant’altro.

Altra assurdità è il voler far passare la realizzazione di un porto come un’opera di “contenimento dell’erosione”, per combattere la forte tendenza all’arretramento costiero del litorale sanvitese. Sono innumerevoli i casi di studio che dimostrano proprio l’azione di disturbo e interruzione del trasporto sedimentario marino ad opera di porti e banchine a mare. Se anche il nuovo porto facesse accumulare sedimenti a valle rispetto alla direzione di trasporto longitudinale N-S, si avrebbe di conseguenza una rimozione a monte, quindi si sposterebbe solo il problema invece di risolverlo. Per contrastare la problematica dell’erosione servono azioni ben piu complesse e di ampio respiro, che non hanno niente a che vedere con la creazione di un porto!

Per quanto riguarda l’aspetto meramente economico, va precisato che, anche se mediamente il numero di posti barca per km in Abruzzo è attorno alla media nazionale di 20, nel tratto meridionale da Pescara a San Salvo il numero sale a più di 30 posti per km, in linea con le dotazioni delle altre regioni adriatiche (ma che presentano un’affluenza turistica ben superiore alla nostra!). Tra l’altro la vicina darsena “Marina del Sole”, situata a Fossacesia, ha 404 posti barca che raramente risultano completamente occupati. Ci chiediamo dove saranno tutti questi turisti che dovrebbero venire in vacanza in un luogo sempre più cementificato, senza più spiagge, con un resort veduta porto…

In ultimo, ma non per importanza, ricordiamo che la nostra costa è a rischio tsunami, di cui sono presenti in letteratura varie testimonianze (famoso quello del 1627 che distrusse il porto di Ortona), anche se poche persone ne sono a conoscenza. Ciò, insieme al costante innalzamento del livello marino dovuto al riscaldamento globale, rende ancora più antieconomica la costruzione di questi insediamenti, che nel giro di qualche decennio, se non prima, potrebbero venire totalmente sommersi, insieme ai milioni di euro costati per realizzarli.

Per queste ragioni, riteniamo sia del tutto superflua la nostra presenza all’incontro del 16 dicembre organizzato dall’amministrazione comunale per illustrare il progetto, che per il WWF non potrà mai essere sostenibile né strategico per il territorio. Oltretutto ricordiamo ancora con amarezza il trattamento ricevuto nell’ incontro pubblico del 27 maggio scorso a San Vito sul Parco della Costa Teatina, presenziato dagli stessi protagonisti di oggi (il duo Di Stefano - Febbo, tra gli altri) in cui abbiamo assistito ad uno spettacolo di rara inciviltà e arroganza, dove è stato impossibile esprimere liberamente il parere del WWF e degli esponenti della Costituente per il Parco, tra urla, fischi e minacce. Se questo è il modo di intendere la democrazia noi non ci stiamo, e troveremo altre occasioni per far conoscere il nostro dissenso!

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