Ritrovate ossa umane sulla Majella: in quella zona sparì Valerio D’Ettorre

La segnalazione ai carabinieri è arrivata da un turista lombardo nei pressi del bivacco Fusco. Valerio D’Ettorre l’ultima volta, quasi cinque anni fa, è stato visto in quella zona

Un turista lombardo di 21 anni ieri mattina ha segnalato ai carabinieri il ritrovamento di ossa umane nei pressi del bivacco Fusco, sulla Majella, nel territorio comunale di Pennapiedimonte. Le indagini dei carabinieri, coordinati dal comandante Massimo Capobianco sono subito partite. Questa mattina, martedì 18 agosto, gli addetti al sopralluogo del nucleo operativo e radiomobile effettueranno il recupero delle ossa con un elicottero.

In quella zona, cinque anni fa, è stato visto per l’ultima volta lo storico fotografo teatino del quotidiano Il Tempo, Valerio D’Ettorre. Una coppia di escursionisti aveva pernottato con lui la notte del 10 ottobre 2015 al Fusco, a quota 2450 metri d’altezza. Il giorno seguente i due vanno via e di D’Ettorre da quel momento non si avranno più notizie.

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La Majella viene perlustrata palmo a palmo da ogni versante da carabinieri, vigili del fuoco, polizia, soccorso alpino, finanza, forestale. La città lancia il proprio appello alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” ma di D’Ettorre nessuna traccia e il  caso viene archiviato come allontanamento volontario.

Ora sarà indispensabile l'esame del Dna sui resti umani ritrovati per risolvere il giallo.

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