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Cronaca

La magia entra in carcere: spettacolo di illusionismo per i detenuti e i loro familiari

Tra cilindri, fazzoletti colorati e coriandoli i detenuti del carcere di Chieti hanno potuto godere di una parentesi di allegria tenendo sulle ginocchia i propri bambini

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

          Grazie ad un progetto dell’associazione Solideando di Pescara finanziato dalla Fondazione Carichieti è stato possibile realizzare un significativo evento a beneficio dei detenuti ospitati dalla Casa Circondariale di Chieti. L’idea, prontamente accolta ed appoggiata dal Direttore dell’Istituto, Dott.ssa Giuseppina Ruggero, e realizzata anche grazie disponibilità del Commissario di Polizia Penitenziaria Valentino Di Bartolomeo, ha consentito ai detenuti della sezione maschile di effettuare un colloquio straordinario con i propri familiari (mogli, figli, nipoti) assistendo ad uno spettacolo di illusionismo, gentilmente offerto dal mago Ivan Cipollini, che ha stupito grandi e piccini

        Un “colloquio destrutturato”, lo ha definito nei saluti introduttivi la dott.ssa Ruggero, ma proprio per questo idoneo a restituire alle famiglie una dimensione comunitaria, in uno spirito di condivisione dei momenti felici che, per le persone recluse, spesso costituisce solo un ricordo.

E così tra cilindri, fazzoletti colorati e coriandoli i detenuti hanno potuto godere di una parentesi di allegria tenendo sulle ginocchia i propri bambini, ai quali hanno potuto offrire dolcetti e caramelle grazie ad un coffee break preparato dall’Associazione.

Questa occasione ha concluso un lungo ciclo di incontri di auto mutuo aiuto sul tema “La genitorialità nella coppia: prendersi cura di sé per prendersi cura degli altri”, ideato a partire dalla convinzione che, anche in situazioni di disagio e limitazione  dell’azione genitoriale, si può migliorare mettendosi in gioco in prima persona a livello di introspezione, introiezione del ruolo di padre, motivazione e progettualità educativa. I risultati attesi e raggiunti dall’azione, sono stati:  prendersi cura del ‘sé’ per prendersi cura dei figli, accrescere la consapevolezza dell'essere genitori in uomini che vivono situazioni di restrizione fisica e imparare a saper leggere i bisogni e le esigenze dei propri figli e della propria partner migliorando la comunicazione e la relazione. Inoltre nel corso degli incontri i partecipanti sono riusciti a raggiungere un buon livello di empatia, testimoniato da uno scritto comune che, il gruppo dei detenuti partecipanti, ha voluto leggere in occasione della festa come restituzione agli operatori dell’Associazione che tanto si sono spesi, in questi mesi, per loro:

“ Questa è la storia vera, di un gruppo di persone,

che un giorno si riunirono per fare esplorazione.

Volevano capire chi erano davvero,

scoprire fino in fondo cos’è l’amore vero.

Allora si sedettero, sopra le loro sedie

fecero un grande passo, senza spostare un piede

erano tutti pronti, si guardarono negli occhi

L’anima venne fuori, erano come specchi.

Il gruppo di auto aiuto  portò con sé dei testi

come delle istruzioni per riparare i guasti

fecero un gran lavoro, su tutti quei reclusi

a cui da molto tempo mancavano i sorrisi.

Se fossimo cantanti potremmo dire in coro

un grazie ai volontari, che fanno un gran lavoro”.

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