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Pronto entro un mese il progetto per la demolizione di palazzo Sirena a Francavilla

In settimana sarà pubblicata la determina di conferimento dell'incarico per i lavori. E Luciani si dice disponibile a un incontro con il comitato Risorgi Sirena

Mentre il comitato Risorgi Sirena continua la sua battaglia contro la demolizione di uno degli edifici più noti di Francavilla, con l'adesione addirittura del regista teatino Luciano Odorisio, il Comune prosegue i suoi intenti. Il sindaco Antonio Luciani ha annunciato che entro questa settimana sarà pubblicata la determina di conferimento dell'incarico per i lavori di demolizione. Poi, ci vorranno ancora altri 20 giorni per il progetto "e da lì - ha confermato - procederemo". 

Le voci contrarie e l'istanza alla soprintendenza, insomma, non hanno fatto desistere l'amministrazione da un'idea molto dibattuta, considerando che, dall'altro lato, i commercianti di viale Nettuno si sono detti favorevoli alla demolizione

Per quanto riguarda l'uso dell'auditorium, la Commissione pubblico spettacolo si riunirà il 20 dicembre per ottenere la certificazione che ne permetterà l'utilizzo come polo cultrale e centro congressi: la struttura può ospitare fino a 270 persone.

"Ipotizzando che venga riempito 100 volte l’anno - spiega Luciani - vorrebbe dire aver ospitato 27mila persone nel centro cittadino. Se pensiamo ad una spesa pro capite di 10 euro per persona tra bar, ristoranti, negozi, questo significherebbe 270mila euro in più nella nostra economia. Numeri destinati ad aumentare esponenzialmente in caso di utilizzo ancora più frequente dell’auditorium, come auspichiamo", rassicura. 

Poi, replica direttamente al comitato Risorgi Sirena che, puntualizza, "ha tra i membri l'architetto Mosè Ricci, che fece parte anche del team di tecnici che realizzò la torre negli anni ‘Novanta. Lecito proporre alternative, ma mi chiedo: chi oggi vuole difendere il valore architettonico di quella struttura, dove era quando è stata costruita la torre che solo oggi, grazie ad un intervento di questa amministrazione, è stata valorizzata e resa utilizzabile? Perché nessuno mi ha chiesto, per valorizzare il palazzo che tanto difendono, di abbattere quella torre?", incalza. E accusa lo stesso Ricci di tenere una posizione "per nulla coerente con quanto egli stesso affermava più di venti anni fa".

Un'accusa che il sindaco avvalora citando la relazione allegata al progetto del concorso del 1992 a firma degli architetti Moccia, Conti, Ricci, in cui si legge che “l’edificio attuale non riesce a proporsi come punto di riferimento all’interno della città, sia per la poco felice situazione dell’intorno urbano (fa da spartitraffico tra il parcheggio e il mare), sia per la perdita di valenze espressive che caratterizzavano l’architettura preesistente distrutta dalla guerra”. 

"L’architetto Ricci nel 1992 definiva il palazzo Sirena uno spartitraffico, oggi difende quello stesso edificio, chiuso da 25 anni", incalza Luciani. E invita gli esponenti del comitato a contattarlo per ottenere un incontro sul tema.

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