Ball, arriva l'atteso incontro al Mise: giovedì manifestazione dei lavoratori a Roma

L'azienda vuole chiudere lo stabilimento di lattine a San Martino sulla Marrucina. I lavoratori partiranno alle 4,30 e manifesteranno per tutta la durata dell'incontro davanti al Ministero

E' stato convocato per domani, giovedì 15 novembre, alle 8,30 l'atteso tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma per la vertenza Ball Beverage srl di San Martino sulla Marrucina. L'azienda è infatti intenzionata a voler chiudere lo stabilimento di lattine entro la fine dell'anno e da circa un mese ha avviato le procedure di licenziamento. 

I lavoratori e la Rsu domani partiranno da San Martino sulla Marrucina alle 4,30 e manifesteranno per tutta la durata dell'incontro davanti al Mise. Con loro partiranno per la capitale anche i funzionari  Fiom e Fim di Chieti, Andrea De Lutis e Dorato Di Camillo, il sindaco Luciano Giammarino e un delegazione dei sindaci del territorio. Mentre al tavolo, oltre alla delegazione sindacale del chietino, saranno presenti la Regione Abruzz con il presidente vicario Giovanni Lolli, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze unitarie dello stabilimento di Nogara, unitamente alla Regione Veneto.

La Ball chiude: lavoratori in prefettura

"Sarà un incontro molto delicato - sottolinea Andrea De Lutis della Fiom Cgil Chieti -  la trattativa è ancora in una fase di stallo perchè l'azienda non ha ancora di fatto dato vere aperture, se non per eventuali incentivi economici o fantasiosi trasferimenti dei lavoratori negli stabilimenti del mondo. II nostro interesse volge alla possibilità di reindustrializzare l'azienda e ricollocare tutte le maestranze, abbiamo bisogno di tempo e quindi, continuare ancora a produrre durante la ricerca di nuove opportunità come sarà necessario che l'azienda attivi la richiesta di cigs per 12 mesi".

Secondo la Fiom è necessario che la Ball lasci lo stabile iper ammortizzato alle maestranze e dia la possibilità di attrarre nuovi investitori. "Le maestranze - spiega ancora De Lutis - avranno bisogno dell'incentivo economico per essere accompagnate nella perdita del lavoro e del potere d'acquisto, fino al giorno 11 ottobre nessuno immaginava questo triste futuro visto che non sussisteva nessun segnale di crisi. Ci sono persone che poco meno di un mese fa erano tranquille del buon andamento aziendale, hanno messo su famiglia e acquistato casa attraverso mutui. Nessuno era pronto a tale evento e bisogna tenerne conto".

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