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Ritardi nel bilancio previsionale, le opposizioni si rivolgono alla magistratura

"L’amministrazione Di Primio - accusano i consiglieri di Pd, Chieti per Chieti e L'Altra Chieti - continua  sottovalutare la grave situazione finanziaria dell’Ente e ripropone le stesse sregolatezze contabili che hanno determinato l’enorme disavanzo tecnico che peserà sulle spalle dei cittadini di Chieti per i prossimi 30 anni"

"Abbiamo evidenziato tutte le criticità riscontrate dai revisori dei conti agli organi preposti al controllo, in primis la Corte dei Conti, e, soprattutto abbiamo chiesto al signor Prefetto ed al ministero guidato da Alfano di sciogliere il Consiglio comunale per il mancato rispetto dei termini fissati dalla legge per l’approvazione dei documenti contabili ai sensi dell’articolo 141 del Tuel. Nei prossimi giorni assumeremo iniziative che riteniamo molto più incisive anche rivolgendoci agli organi giudiziari amministrativi e ordinari". Così, il giorno dopo l'incontro con la stampa del sindaco Di Primio, i consiglieri di opposizione di Pd, Chieti per Chieti e L'Altra Chieti, che a loro volta hanno convocato taccuini e telecamere per annunciare le ulteriori iniziative contro i ritardi sul bilancio. 

Una conferenza stampa indetta da Luigi Febo e Diego Ferrara (Chieti per Chieti), Chiara Zappalorto, Filippo Di Giovanni e Alessio Di Iorio (Pd), Enrico Raimondi (L'Altra Chieti). 

"Le criticità evidenziate dai revisori dei conti - dicono - non trovano nessuna risposta nel documento approvato dalla giunta. Tra questi il mancato rispetto del Patto di stabilità per l’esercizio finanziario 2014. Visto che il mancato rispetto del Patto di stabilità 2014 influisce pesantemente anche sui conti dell’esercizio finanziario 2015, a causa di una serie di sanzioni previste dalla legge, temiamo, come abbiamo più volte sostenuto, che l’amministrazione stia cercando di nascondere una evidente condizione di dissesto dell’Ente trascinando in avanti le soluzioni per evidenti interessi politici".  

Il collegio dei Revisori dei conti nella Relazione al Rendiconto 2014 ha concluso:

“Ciononostante, tuttavia, non sarebbe corretto ritenere che tutti i rilievi effettuati nella presente relazione siano sanabili con l’attività di riaccertamento straordinario dei residui, in quanto vi sono diverse voci di spesa che avrebbero dovuto trovare copertura nel rendiconto 2014 e che invece ricadranno negli esercizi successivi, come é stato evidenziato nel corpo della presente relazione. 

Il Collegio incidentalmente ribadisce che, alla luce di tutte le considerazioni effettuate nella presente relazione, sembra quanto mai opportuna una ulteriore verifica sul rispetto del patto di stabilità 2014 quand’anche sia stato già certificato sulla base delle mere risultanze contabili.”

"A seguito dei riscontri, il collegio ha inviato un formale invito all’amministrazione comunale perché provvedesse ad inviare al ministero dell'Economia e delle Finanze provvedesse ad inviare una nuova certificazione attestante un diverso saldo finanziario. I trenta giorni sono passati e, ad oggi, per quanto è dato di sapere al sottoscritto la nuova certificazione non è stata ancora inviata, ne tantomeno esaminata dal nuovo Collegio di Revisione. Qualora i nuovi Revisori, in veste di Commissari ad acta, dovessero provvedere ad inviare, come hanno scritto, una nuova certificazione attestante il mancato rispetto del Patto al MEF il Bilancio che il Consiglio approverebbe sarebbe del tutto illeggittimo non avendo tenuto conto della suddetta circostanza per niente trascurabile".

"Lo stesso ragionamento - proseguono - si può riproporre per il riaccertamento straordinario dei residui che non tiene in alcun conto, se non marginalmente, le osservazioni del Collegio dei Revisori dei conti. E, se il Consiglio dovesse farlo proprio, sarebbe due volte responsabile del vulnus determinato nei conti dell’Ente. L’amministrazione Di Primio continua  sottovalutare la grave situazione finanziaria dell’Ente e ripropone le stesse sregolatezze contabili che hanno determinato l’enorme disavanzo tecnico che peserà sulle spalle dei cittadini di Chieti per i prossimi trenta anni". 

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