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Di Primio fa chiarezza sul bilancio: "Risaneremo il disavanzo in 30 anni"

Non un debito da 27 milioni, ma un disavanzo che peserà per il 2015 per 963mila euro, un trentesimo del totale. Il sindaco replica alle polemiche delle opposizioni e chiarisce: "Riusciremo a sanare molte delle criticità riscontrate dai revisori". Ma inizia un'epoca di sacrifici, tagli e aumenti

“Il disavanzo amministrativo del Comune, proveniente dal riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi corrisponde, oggi, a 27 milioni di euro. Una somma che per legge andremo a coprire in 30 anni. Ma la cifra effettiva che peserà sul bilancio 2015 è di 963mila euro, ovvero un trentesimo del totale”. Così Umberto Di Primio, in conferenza stampa, cerca di spegnere gli attacchi dell’opposizione dopo il parere non favorevole del nuovo collegio dei revisori dei conti al bilancio di previsione 2015. 

E cerca di fare chiarezza affiancato dal dirigente al settore Finanze Franco Rispoli, dalla segretaria generale Celestina Labbadia e dall’assessore al Bilancio Valentina Luise, a cui spetta il compito di illustrare nel dettaglio il bilancio previsionale. 

Prima, però, il sindaco si difende: “I 27 milioni derivanti dall’operazione non costituiscono un disavanzo imputabile al mio mandato precedente, anzi, la mia amministrazione ha dovuto onorare debiti fatti da altri continuando a garantire servizi”. Dice di aver ereditato debiti fuori bilancio che superano i 10 milioni di euro, a cui si aggiungono 15 milioni di finanziamenti statali in meno dal 2010 ad oggi. 

Ad aggravare le condizioni delle casse comunali, spiega il sindaco, c’è anche l’evasione. Il Comune non riscuote il 37 per cento del totale di Imu e Tasi, mentre c’è una differenza dell’87 per cento fra le entrate extra tributarie accertate e quelle che realmente vengono versate. Ossia in moltissimi evitano di saldare mensa e trasporto scolastico, contravvenzioni, concessioni edilizie, canoni idrici. Per sopperire a queste mancanze, Di Primio annuncia “una serie di tagli e limitazioni alle spese, e una riorganizzazione di Teateservizi e Chieti Solidale”. Lotta agli sprechi, dunque, a cominciare “dai contributi a pioggia alle manifestazioni organizzate da private”, ma anche aumenti delle tariffe di Acqua e Tari “per coprire costi e servizi”, rispettivamente del 10 per cento e del 16 per cento. Il Comune ha già risposto ai rilievi del collegio dei revisori dei conti: “Pensiamo di poter sanare alcune delle criticità contestate”, dice Di Primio. 

Entrando nei dettagli tecnici del bilancio, l’assessore Luise spiega: “Ha trovato un equilibrio attraverso l’accantonamento di risorse al Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, che per il 2015 ammonta a 3 milioni e 600mila euro. Le criticità espresse dal Collegio dei Revisori in materia di sovrastima degli accertamenti, trovano, in vero, puntuali correttivi nei consistenti accantonamenti a tale Fondo, operati sia con riferimento alle annualità pregresse in sede di riaccertamento straordinario dei residui che in sede previsionale secondo il principio di prudenza”.

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