Venerdì, 15 Ottobre 2021
Politica

Riordino province: il consiglio regionale non decide, ma vuole la soppressione

L'assemblea non avanza alcuna proposta al governo ritenendo la soppressione la soluzione più utile. Chiede inoltre una legge costituzionale che abolisca l'ente e dà mandato a Chiodi di ricorrere alla corte costituzionale contro ipotesi di accorpamento

Non hanno potuto assistere alla seduta del consiglio regionale, così la delegazione di cento cittadini della provincia di Chieti, insieme ad un gruppo più ristretto arrivato all’Aquila dal teramano, ha protestato all’esterno del palazzo dell’Emiciclo.

Il gruppo è partito stamani (martedì 23 ottobre) con un pullman e decine di auto private perché nel pomeriggio il consiglio regionale ha discusso sulla riorganizzazione delle province. Questa mattina la Seconda commissione (Enti locali, Governo del territorio) ha approvato a maggioranza la proposta di soppressione di tutte e quattro le province. 

E il consiglio regionale, dopo una discussione durata l’intero pomeriggio, ha deciso di non prendere nessuna decisione. Ovvero di “non sottoporre al Governo alcuna proposta di riordino delle Province” abruzzesi, “ ritenendo la completa soppressione delle stesse Province la soluzione più idonea al perseguimento delle finalità di riduzione dei costi della politica e rispondente alle aspettative di riorganizzazione e semplificazione del sistema Paese”.


Una non decisione che ha fatto infuriare la delegazione chietina
e teramana e molti amministratori delle due province. Il consiglio ha anche invitato il Governo a predisporre un progetto di legge costituzionale per la soppressione dell’ente provincia. E ha dato mandato al governatore Gianni Chiodi di “impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale qualsiasi ipotesi di accorpamento dovesse essere decisa dal Governo”.

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