Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Ospedale SS. Annunziata, Febbo: "Nessuno scipperà Chieti"

L'assessore regionale interviene dopo le ultime dichiarazioni della famiglia che progettò la struttura. "Nessuno vuole montare un caso, ma è nostro dovere mettere in campo i provvedimenti necessari a tutelare l'incolumità di pazienti e operatori"

“Comprendo e apprezzo che Massimo Caputi difenda la memoria di suo padre Onofrio ma sul fatto che la costruzione dell’Ospedale SS. Annunziata di Chieti sia piena di ombre non ci sono dubbi”. Così l’assessore regionale Mauro Febbo interviene sulla vicenda dell’ Ospedale teatino e sulle dichiarazioni di Massimo Caputi, figlio di Onofrio il fondatore della Proger che progettò la struttura.

“Nessuno ha intenzione di dirottare il discorso altrove o pensa di montare un caso sul nulla – assicura Febbo -  ma c’è la ferma volontà da parte di tutti, Regione e Asl in testa, di affrontare una situazione insidiosa che merita la massima attenzione. Certo anch’io nutro dei dubbi sul fatto che ci siano dei pericoli immediati di crolli ed è chiaro che prima di effettuare qualunque svuotamento o trasferimento dei reparti, i tecnici provvederanno a effettuare tutte le opportune verifiche e valutazioni. E’ nostro dovere, come amministratori, mettere in campo i provvedimenti necessari a tutelare l’incolumità di pazienti e operatori”.

Per l'assessore regionale l’Ospedale di Chieti rappresenta in modo emblematico le storture della Prima repubblica. "Non possiamo far finta di non vedere che sono stati spesi ben 236 miliardi di vecchie lire e per la costruzione ci sono voluti 27 anni con l’utilizzo di materiali discutibili - dice -  Il fatto che la realizzazione sia durata tanto è la chiara dimostrazione di come il progetto sia diventato inevitabilmente obsoleto e inadeguato rispetto agli enormi progressi e all’evoluzione della Medicina. Poi che il nosocomio non sia antisismico è una realtà inconfutabile: bisogna ricordare che le norme antisismiche avevano subìto importanti adeguamenti e modifiche dopo il tragico sisma dell’Irpinia nel 1980”.

Febbo rassicura anche che nessuno ha intenzione di espropriare Chieti dell'ospedale, nè del Polo di eccellenza di Cardiochirurgia, come farneticato ultimamente da qualcuno. "In primis perché il capoluogo teatino è sede dell’università, poi perché ci sono amministratori che non permetteranno mai una cosa simile. Il Polo di cardiochirurgia si farà come da programmi. Per quanto riguarda invece la ditta Stin, non mi risulta che prenda percentuali di nessun genere da parte dell’amministrazione regionale sui lavori. Infine ci tengo a sottolineare che Regione e Asl sono al lavoro costantemente per valutare tutte le opportune azioni da realizzare nel prossimo futuro. E’ chiaro che bisognerà valutare con la massima attenzione ogni provvedimento e si cercherà ove possibile di ridurre  al minimo i disagi per tutti, degenti in primis”.

 

 

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