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Policlinico di Colle dell'Ara a rischio sismico: evacuati due padiglioni

I pazienti verranno trasferiti nel nuovo plesso di Cardiochirurgia e a Ortona. A rischio un pilastro, già sotto osservazione da mesi. L'assessore regionale Febbo: "Situazione sconcertante ma avevo ragione"

L’ospedale “SS. Annunziata” è a rischio sismico. La perizia disposta dal tribunale di Chieti è chiara: la scadente resistenza dei materiali non è compatibile con l’attività sanitaria. La Regione e il direttore generale della Asl locale, Francesco Zavattaro, hanno firmato il provvedimento d’urgenza per sgomberare due padiglioni in attesa della perizia definitiva.

Al fine di alleggerire la struttura sono stati evacuati pazienti e personale del corpo C, definito a “criticità media”, dove si trovano anche degenza e sala parto, oltre a nefrologia, ortopedia, ginecologia; poi si procederà con lo sgombero di alcuni reparti del blocco F, dove hanno sede l’unità di terapia intensiva coronarica, l’anestesia, la dialisi e la rianimazione. I pazienti verranno trasferiti nel nuovo plesso di Cardiochirurgia a Colle del’Ara e all’ospedale di Ortona.

A rischio un pilastro, definito “a rischio imminente”, già sotto osservazione da mesi. Lo scorso dicembre a Rianimazione le attività vennero infatti interrotte una settimana per effettuare alcuni interventi di rinforzo sullo stesso e rendere conforme la struttura alle normative antisismiche.

Evidentemente ciò non è bastato dal momento che la Procura ha aperto un’inchiesta sul policlinico teatino.

L’Azienda, che ha chiesto un accertamento tecnico preventivo per poter rimettere una valutazione del danno in tribunale, tende a rassicurare gli utenti spiegando che si tratta di un’operazione di pura precauzione.

Intanto le prime reazioni dalla politica, l’assessore regionale Mauro Febbo non si stupisce, e parla di un altro pessimo risultato della Prima Repubblica. “Spiace constatare, attraverso un’inchiesta della Procura, che quella struttura così imponente presenti delle carenze strutturali dovute alle modalità di costruzione e soprattutto a materiali scadenti. Il SS. Annunziata – ricorda Febbo – la cui costruzione era iniziata nel dicembre del 1972, è costato ben 236 miliardi delle vecchie lire e ha usufruito, si fa per dire, di sostanziosi finanziamenti a “pioggia”. Ci sarebbero voluti 6 anni per ultimarlo ma proprio a causa di questa gestione impropria dei fondi pubblici e di un colpevole lassismo i tempi sono diventati biblici. Oggi, a distanza di 13 anni dal taglio del nastro celebrato in pompa magna ci troviamo di fronte ad una situazione che, come ha affermato il manager Zavattaro, apre scenari inquietanti".

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