Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Nuova bocciatura per il project financing del nuovo ospedale, le opposizioni chiedono lo stop definitivo

Febbo (Forza Italia) e Marcozzi (5 stelle) sottolineano la bocciatura del Rup e sollecitano il governatore a intervenire sulle strutture esistenti, che necessitano di miglioramenti

“Non è ancora chiaro se il progetto per il nuovo ospedale sia ricevibile o meno, mentre c’è qualcuno che ostinatamente vuole andare avanti lo stesso”. Così questa mattina (martedì 28 febbraio), in conferenza stampa, il presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche l'assessore comunale Emilia De Matteo e i consiglieri di Forza Italia Marco D'Ingiullo e Stefano Maurizio Costa. 

Febbo fa notare che il progetto è stato presentato ormai tre anni fa, il 4 aprile del 2014, ma è ancora fermo. Da tempo fa notare le criticità del project financing ed è tornato a farlo in una nuova conferenza stampa. 

“Si vuole proseguire su una strada che da subito è apparsa lastricata di insidie – sottolinea Febbo - che non porta a nessuna soluzione concreta e soprattutto in tempi certi e rapidi come il caso richiede. Non è possibile perdere inutilmente tempo perché l’ospedale di Chieti necessita di interventi antisismici urgenti”.

Per Febbo, il nuovo ospedale sarebbe “evitabile”, programmando, “con una spesa sicuramente sostenibile”, puntualizza, sia gli interventi di “ingabbiamento” delle due palazzine a rischio sismico del Santissima Annunziata, sia gli interventi di restauro per il riutilizzo dell’ex ospedale San Camillo di Chieti, messo in vendita per la terza volta. 

“In questo modo - dice - si darebbero risposte reali, concrete e tempestive al fabbisogno sanitario non solo del chietino ma di tutta la Val Pescara, nonché anche una grossa boccata di ossigeno all’economia della città”. 

La Asl aveva già riscontrato carenze e incongruenze sulla documentazione relativa al progetto di finanza. Altro aspetto critico, secondo Febbo, sta nel fatto che Asl e Regione dovrebbero partecipare insieme al pagamento dei canoni, che verrebbero così iscritti nei bilanci di entrambi gli enti, il che, secondo il Rup, “azzera il rischio per la parte privata”.

“A mille giorni dalla presentazione del project financing - dice ancora Febbo - mi sembra sia un capitolo chiuso con tempo perso e forse qualche richiesta risarcitoria. Un progetto che non aveva e non ha i piedi per andare avanti e non rimane che un capriccio presidenziale”. E critica il Pd teatino e l’università d’Annunzio per non aver dato segnali in questa battaglia. 

Sul project financing interviene anche la consigliera del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi. “Il contenuto della relazione redatta dall’ingegner Manci, nominato Rup del procedimento, non lascia scampo a fraintendimenti”. 

“Abbiamo perso tempo utile - dice Marcozzi - che avremmo potuto usare per mettere in sicurezza i pazienti lavorando su un progetto che non prevedesse l’utilizzo dello strumento del Project Financing per la realizzazione di un nuovo ospedale a Chieti”. 

“Quello che il Movimento 5 stelle denunciava più di un anno fa - prosegue - trova conferma ogni giorno. D’Alfonso e Paolucci si rassegnino, la via del project financing non è percorribile e a causa della loro ostinazione, la Regione sta spendendo inutilmente tempo e risorse: 2 anni dietro un progetto irrealizzabile dal punto di vista tecnico-amministrativo e insostenibile dal punto di vista economico-finanziario. Due anni in cui la sicurezza sismica dell'ospedale ha continuato a mostrare tutti i suoi limiti”.

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