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Lunedì, 27 Maggio 2024
Elezioni

"La politica non può continuare a imporre le decisioni": il j'accuse di Costa (Forza Chieti) dopo la mancata elezione di consiglieri regionali teatini

Il consigliere comunale lancia l'idea delle primarie per decidere un candidato sindaco gradito ai cittadini e si propone personalmente "per il mio impegno sul territorio

Un'analisi senza filtri, un atto di accusa verso il centrosinistra che governa la città di Chieti, ma anche un "j'accuse" nei confronti del proprio schieramento, il centrodestra che, pur nella vittoria, non ha eletto alcun rappresentante del capoluogo di provincia in consiglio regionale. È quella del consigliere comunale di Chieti Maurizio Costa, esponente di Forza Italia che siede nell'assise civica nella lista Forza Chieti, realtà nata, si ricorderà, quattro anni fa, quando il partito teatino di Berlusconi si distaccò dal centrodestra (che appoggiava il candidato sindaco Fabrizio Di Stefano), sostenendo il candidato Bruno Di Iorio.

Una mancata elezione diretta che, però, deve tener conto di un dato importante: un seggio per Forza Italia è stato conquistato dall'assessore regionale uscente Daniele D'Amario. Nel caso fondato in cui questi dovesse venire confermato in giunta, gli subentrerebbe il teatino Mauro Febbo, che vanta una lunga esperienza amministrativa, dai banchi del consiglio comunale a quelli del consiglio regionale, passando per la presidenza della Provincia e un assessorato in Regione. Proprio Febbo, tra l'altro, è stato il nome che ha ricevuto il maggior numero di preferenze nelle 54 sezioni elettorali della città di Chieti.

Al di là di questa ipotesi che sembrerebbe verosimile, è certo che Chieti, come Lanciano, non è riuscita a eleggere un proprio rappresentante nell'assemblea regionale. Non sono bastate le 1.358 preferenze della consigliera comunale di Fratelli d'Italia Carla Di Biase, né le 1.371 di Mario Colantonio, ex assessore e capogruppo della Lega. Più di mille voti, insufficienti però a ottenere un seggio, ha ottenuto il presidente del consiglio comunale Luigi Febo; mentre quasi 1.300 sono gli elettori che hanno scritto sulla scheda il nome dell'ex sindaco Francesco Ricci. Risultati personali di prestigio, ma che non hanno permesso di conquistare il risultato. 

Da qui, nasce la riflessione del consigliere Costa, un tempo fedelissimo di Febbo. "Non mi ritengo soddisfatto del risultato elettorale della mia città - evidenzia - e penso che quanto avvenuto debba generare anche una profonda riflessione da parte dei partiti che insistono a imporre le candidatura dell'alto, senza tenere conto delle istanze e delle necessità locali. Infatti considero che Chieti, governata da un centrosinistra che incorre ogni giorno di più in clamorosi fallimenti nella sua azione amministrativa, come la chiusura di Teateservizi e tanti esempi di cattiva o improvvisata gestione, ha visto il centrodestra vincere, se di vittoria si può parlare, con 400 voti in più".

"È chiaro - incalza Costa - che si tratta di un risultato che mette in risalto la delusione dei cittadini di Chieti nei confronti di chi amministra, ma è altrettanto chiaro che è gravissimo non aver eletto un solo consigliere a rappresentare la città nel consiglio regionale. Un pessimo risultato conseguenza della diatriba che divide da sempre i partiti e che porta una città di 50mila abitanti a non essere presente con un suo delegato nella assise regionale". 

Da qui, l'accusa dell'esponente di Forza Chieti: "Non possiamo permetterci di continuare a gestire la politica imponendo dall'alto ogni scelta: i partiti si rendano conto che non possono scegliere loro in nome dei cittadini, a partire da chi dovrà candidarsi a futuro sindaco. Si dia finalmente spazio alle primarie, o comunque si faccia in modo che la scelta sia dei teatini, che con il loro voto decideranno il futuro. Chieti non ha bisogno di presunti scienziati, di illustri dottori, ma di una persona che voglia lavorare per i cittadini di Chieti e che abbia il coraggio di prendere decisioni necessarie per la città anche se dovrà andare contro tutto e tutti".

Una riflessione da cui nasce una candidatura personale: "Non è certo un atto di presunzione - puntualizza il consigliere comunale - ma anch'io potrei essere un buon candidato, considerata la mia radicalizzazione sul territorio che chi mi conosce sa bene, come può testimoniare sul mio costante impegno per tutto e tutti. Ovviamente, e ci tengo a precisarlo, più che una auto candidatura, il mio è un invito a tutti i partiti afar sì che ogni scelta futura non sia più un loro atto di prepotenza, foriero poi di possibili insuccessi, ma
risponda alla effettiva volontà e soprattutto alla tutela dei reali interessi dei cittadini".

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