Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Salta il consiglio sul bilancio, l'opposizione: "Siamo pronti a dimetterci per far cadere l'amministrazione"

Dopo il rinvio per la mancanza del numero legale, i consiglieri di minoranza chiedono un atto di responsabilità agli esponenti della maggioranza che si erano detti contrari sul documento che verrà discusso lunedì pomeriggio

Secondo consiglio comunale saltato, nel giro di pochi giorni, per la mancanza del numero legale. La seduta prevista per questa mattina, in cui si sarebbe dovuto discutere del tanto contestato bilancio previsionale, che prevede i tagli al sociale e ai servizi, si terrà lunedì pomeriggio, in seconda convocazione. 

Un rinvio di non poca importanza. Non solo perché alcuni esponenti di maggiornaza erano presenti fuori dall'aula consiliare della Provincia, mancando volontariamente l'appello, ma anche perché la seconda convocazione non prevede che ci sia un numero minimo di consiglieri presenti, dunque decisioni molto importanti per la città potrebbero essere votate, e approvate, da un numero esiguo di esponenti dell’assise civica, appena 13. 

Eppure stamani, una piccola rappresentanza del Comitato per la difesa dei servizi all’infanzia e alla persona era presente in aula, per assistere alla discussione. Mancavano, invece, i vertici di Teateservizi e Chieti Solidale, di cui si sarebbero dovuti approfondire i bilanci previsionali. Il rinvio, dunque, sembrerebbe in parte già previsto. E, stando a quel che è emerso, ieri sera, dopo il consiglio comunale lampo sulla prima stesura del Documento unico di programmazione, nel corso di una riunione di maggioranza sarebbero emerse tensioni profonde, sfociate in una vivace lite del consigliere Maurizio Costa con il sindaco Umberto Di Primio.

Una discussione che infuoca un'aria già tesa, con lo scambio di lettere tra lo stesso primo cittadino e l'amministratore unico di Teateservizi, Carlo Festa, che si dice pronto a dimettersi.

Intanto, i consiglieri di minoranza si dicono “pronti ad andare dal notaio per dimettersi e far cadere l’amministrazione, ma siamo solo 12 e ne servirebbero almeno altri cinque”. I motivi, li hanno spiegati alla stampa dopo la seduta di consiglio saltata. In rappresentanza di tutta l’opposizione c’erano Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale), Chiara Zappalorto, Alessio Di Iorio e Alessandro Marzoli (Partito Democratico), Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo (Movimento 5 stelle) e Luigi Febo (Chieti per Chieti). 

Per loro, il bilancio previsionale, così come è impostato, non può essere votato. Non solo perché penalizzerebbe pesantemente la città e in particolare le fasce più bisognose, ma anche perché prevede alcuni provvedimenti che non possono essere attuati, come la vendita della farmacia comunale.

Argenio continua a puntare il dito contro il sindaco, sottolineando 

la situazione di incertezza in cui oggi vivono le famiglie di Chieti. Di Primio continua a dire che le responsabilità sono di tutti, fuorché sue, ma un’amministrazione competente e capace, se si accorge che ci sono problemi sul bilancio, interviene subito. Lui ha fatto proclami per 8 anni, ma ora siamo a un passo dal dissesto, anche se dice di no.

All’interno della maggioranza sono emerse posizioni che sembravano poter indurre il sindaco ad adottare scelte diverse ma, nonostante le lamentele, la linea non è cambiata e questo ha portato a uno sfaldamento. 

Alessio Di Iorio invito a un atto di responsabilità i consiglieri di maggioranza:

Cosa faranno quelli che fino a oggi hanno dichiarato che avrebbero avuto difficoltà ad approvare questo bilancio? O sono contrari, o no, ma se sono a favore, poi devono prendersi le proprie responsabilità.

Dure le parole di Di Paolo, che accusa: 

Non ho mai visto uno squallore del genere, questa maggioranza sta diventando un teatrino, dove tutti sono contro tutti. 

Marzoli promette battaglia: 

Se verrà approvato il bilancio, sarà una guerra quotidiana: evidenzieremo alla città, uno per uno, i corresponsabili che hanno votato a favore. Evidenzieremo ogni singolo responsabile di un declino culturale e istituzionale della città di Chieti, che ormai non può riprendersi più. Con queste misure, si spingono all’esodo anche le poche famiglie che sono rimaste in città, eppure i servizi sociali dovrebbero essere l’unica cosa che conta. Se si fosse iniziato a lavorare seriamente qualche anno fa, oggi non ci troveremmo a questo livello di sofferenza.

A questo punto, a meno di ulteriori novità, tutto è rimandato a lunedì pomeriggio, dove si preannuncia una strenua lotta dell’opposizione per cercare di boicottare la scure dei tagli.

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