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L'Anticorruzione ferma il nuovo ospedale ma per D'Alfonso è tutto chiaro

Il procedimento innescato dai 5 Stelle ma secondo il Governatore l'Anac sarebbe stata indotta in errore: "Non c'è stata ancora la gara, invieremo tutti i documenti"

"E' mia intenzione fare chiarezza per superare l'emotività generata dalla nota diramata da un dirigente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) relativamente all'accertamento di tutti i profili attinenti la proposta di project financing per la realizzazione del nuovo ospedale civile di Chieti". Lo ha detto il presidente della Regione Luciano D'Alfonso in conferenza stampa con l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, dopo la notizia del procedimento di vigilanza predisposto dall’Anac nei confronti della Asl Lanciano Vasto Chieti e della Regione Abruzzo. Procedimento che prevederà, per sei mesi, lo stop al progetto e la valutazione di tutti i documenti per verificare presunte irregolarità.

D'Alfonso ha confermato di voler aderire alla richiesta di chiarimenti del dirigente Anac inviando la delibera del 4 marzo 2016 nella quale si precisa quale sia il punto di vista della Regione. Il presidente è convinto che questo atto deliberativo sarà in grado di soddisfare la richiesta dell’anticorruzione. “Si tratta - dice - di una delibera che mette al riparo tutte le premure poste da questo dirigente Anac e, in particolare, quelle riguardanti la consistenza del canone necessaria per raggiungere l'equilibrio economico-finanziario e la sua gravosità. Al punto 5 della delibera 133 – prosegue D’Alfonso - viene stabilito che la copertura finanziaria per realizzare il complesso delle opere debba essere ricercata attraverso il riuso del denaro già in uscita per l'esercizio dei servizi ospedalieri e, laddove questo denaro non fosse sufficiente, è contemplabile una partecipazione finanziaria attraverso un canone ma in misura minimale e la consistenza di questo minimale viene selezionata dalla qualità della proposta che va in gara e dalle proposte che pervengono dalla selezione delle gare". 

Quanto al rilievo del dirigente Anac, chiede di conoscere gli atti di gara, circa la onerosità del canone D'Alfonso ribadisce il fatto che la gara non si è ancora tenuta. “La nota Anac – aggiunge -punta a verificare l'onerosità del canone di concessione ma la verità è che non c'è alcun canone di concessione deliberato poiché esiste solo un atto documentale di proposta che dovrà essere "stressato" dall'istruttoria e poi dalla gara. Viene, infine, richiesta la dichiarazione di interesse pubblico che però la Regione è impossibilitata a fornire poiché non c'è stata così come ci viene richiesta la procedura di selezione del concessionario compresi i verbali di gara e gli atti pertinenti. Io credo - ha concluso D'Alfonso - che qualcuno abbia indotto in errore l'Anac. Invece, andrebbe ricercata una norma per tutelare l'esigenza dell'Anac stessa a non essere fuorviata".
 

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