Abruzzo zona rossa, i 5 stelle contro la Regione: "Comportamento irresponsabile, fondi per i cittadini"

I consiglieri Marcozzi e Pettinari accusano Marsilio di propaganda e di aver generato il caso, soprattutto in merito alla paventata chiusura delle scuole

La decisione di far diventare l'Abruzzo zona rossa, come è nelle intenzioni del presidente della Regione, Marco Marsilio, diventa terreno di scontro politico. 

Contro le restrizioni si era già schierato il capogruppo di Abruzzo in comune Sandro Mariani, mentre i sindaci di Chieti e Lanciano, Diego Ferrara e Mario Pupillo, hanno chiesto di lasciare aperte le scuole, come prevede l'ultimo Dpcm anche per le regioni classificate in zona rossa.

E contro Marsilio si scagliano anche i consiglieri del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi e Domenico Pettinari.

“La giunta regionale - accusano - paga oggi la propaganda portata avanti nei giorni scorsi. Solo 15 giorni fa, il presidente Marsilio ci rassicurava sul fatto che che non ci fosse alcuna emergenza nelle terapie intensive; una settimana fa, mentre il presidente Marsilio era impegnato a fare l’ospite stabile di trasmissioni nazionali per attaccare le scelte del Governo nazionale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, partito dello stesso presidente, cavalcava le proteste dei ristoratori e criticava il Governo nazionale per le chiusure e, solo due giorni fa, invitava le opposizioni a tacere perché l’Abruzzo era stato rapido nella riorganizzazione ospedaliera. Da ieri sera, a causa di post sui social e messaggi audio di componenti della maggioranza, che preannunciavano l’istituzione della zona rossa e la chiusura di tutte le scuole in Abruzzo, nella nostra regione regna il caos”.

“Genitori nel panico e file precatastrofiche nei supermercati - dicono i due pentastellati - a causa del comportamento irresponsabile e ondivago di chi amministra la Regione, ci hanno spinto a fare domande puntuali e chiedere maggiore chiarezza su dati, numeri e studi e non sugli umori o le opinioni personali degli esponenti di centrodestra. L’indice Rt nella nostra regione - evidentemente grazie ai provvedimenti del Governo centrale - si è abbassato da 1,51 a 1,34 e su mia specifica domanda in merito - prosegue Marcozzi - il direttore D’Amario ha dichiarato che i focolai sembrerebbero in aumento e, inoltre, i posti nelle terapie intensive e l’ospedalizzazione hanno superato nella nostra regione le soglie critiche rispettivamente del 30% e 40%. Se questi dati dovessero aumentare, a detta del direttore D’Amario, si rischierebbe di compromettere l’assistenza puntuale per le terapie salvavita legate alle patologie tempo-dipendenti. Dunque, l’istituzione della zona rossa con l’eventuale chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sarebbe un provvedimento preventivo basato su proiezioni e non sulle effettive esigenze attuali. Ho chiesto che ci venga fornita la relazione del Cts regionale dalla quale si evincerebbe la richiesta di adozione di provvedimenti maggiormente restrittivi e che chiede, a maggioranza e non all’unanimità, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado”.

“In ogni caso - conclude Marcozzi - se il presidente Marsilio deciderà di istituire la zona rossa e in aggiunta di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado, contrariamente a quanto previsto nei Dpcm, ai pareri del Cts nazionale e alla linea intrapresa da tutti i paesi europei in lockdown, ho chiesto che provveda a prevedere lo stanziamento di adeguati fondi di ristoro per le attività che chiuderanno e per istituire un bonus babysitter regionale. Hanno trovato 6 milioni di euro per il Napoli calcio, ora hanno il dovere di non far pagare agli abruzzesi il frutto della loro inadeguatezza amministrativa”.

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