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Martedì, 16 Aprile 2024
Teatro

Torna Artinvita, il festival internazionale degli Abruzzi: la settima edizione dal 26 aprile al 12 maggio

Artinvita 2024 esplora la «zona critica» attraverso il Festival Internazionale diffuso nei borghi d’Abruzzo

Dal 26 aprile al 12 maggio 2024 torna per la settima edizione Artinvita, il festival internazionale degli Abruzzi, un evento diffuso che coinvolge i borghi della provincia di Chieti.
Teatro, musica, cinema, danza, circo, installazioni, workshop, scuole per un festival che apre le porte ad artisti emergenti, performer, autori contemporanei con lo scopo di avvicinare l’arte alla vita, creare ponti tra culture e tra generazioni, promuovendo al tempo stesso la bellezza dei luoghi d'Abruzzo animando, in primavera, una fetta di territorio che si estende dalle pendici della Maiella al mare Adriatico. Il progetto è nato nel 2018 dalla collaborazione tra l’associazione abruzzese Insensi, direttore artistico Marco Cicolini e il Théâtre de Léthé à Paris - Collectif 2 plus, direttrice artistica Amahì Camilla Saraceni: si tratta di un percorso condiviso tra Francia e Abruzzo, con un piede saldo nel presente e l’altro che fa un passo verso il futuro.

Le location coinvolte saranno Guardiagrele con l’ente mostra dell’artigianato artistico abruzzese e la nuova collaborazione con /f urbä/, di Simone Marsibilio; Orsogna, luogo di nascita del festival con il teatro comunale C. De Nardis grazie alla consolidata collaborazione con la gestione di Zenone Benedetto; Arielli, dove si trovano la chiesa sconsacrata di San Rocco e una delle principali strutture di residenza artistica, Dentro La Terra. Si prosegue con Crecchio e l’auditorium Santa Maria da Piedi, per poi arrivare al mare e dunque Ortona con il cinema auditorium Zambra gestito da Unaltroteatro e lo spazio culturale ZooArt.

Si rinnovano inoltre le preziose collaborazioni con la storica azienda vitivinicola Masciarelli che ospiterà un artista con il suo progetto nell’incantevole Castello di Semivicoli a Casacanditella; con lo Spazio Matta di Pescara e con lo storico teatro Marrucino a Chieti dove prosegue l'intenzione di lavorare sulle nuove tendenze performative che uniscono i linguaggi del teatro con quelli della musica contemporanea. In ognuno di questi luoghi il Festival trova dei partner e delle persone con cui si creano scambi costruttivi.
“Tutto ruota, intorno al concetto di zona critica - commentano Marco Cicolini e Amahì Camilla Saraceni  - sviluppato dal filosofo e sociologo Bruno Latour. Essa sta ad indicare quella sottilissima pellicola della superficie terrestre dove l’acqua e il sottosuolo interagiscono. A partire dal riconoscimento dell’esistenza di uno spazio comune tra l’umano e il non umano è possibile e necessario prendere in considerazione delle forme di vita e di coesistenza sostenibili all’interno delle quali l'essere umano non può che concepirsi in maniera meno arrogante. Esplorare questa zona critica e le possibilità di evoluzione che la contemplano significa esplorare zone di confine, percorrere le barriere, vivere il limite invalicabile delle nostre abitudini e delle nostre certezze, ricercando una comunicazione più diretta tra intelligenze diverse, la nostra intelligenza interiore, l'intelligenza vegetale, il lavoro sulle intelligenze artificiali. Si tratta di rimettere in discussione la nostra concezione di frontiera, tra ciò che crediamo animato e ciò che crediamo inanimato, cambiare continuamente punto di vista. Lavorare sul confine per sconfinare, andare verso ciò che è altro da noi”.

Di rilievo anche la nuova collaborazione con l’università 'd’Annunzio' di Chieti/Pescara e in particolare con il coro di Ateneo UdA InCanto che lavorerà con la musicista di origini turche Hatice Özer, per l’adattamento dello spettacolo Koudour alla versione italiana in scena al Marrucino l’11 maggio. Importante poi è il lavoro che il Festival sta svolgendo con il pubblico e in particolar modo con le scuole, alle quali come ogni anno è dedicata la programmazione mattutina di tutti gli spettacoli del Festival nonché una serie di incontri con gli artisti stessi e l’immancabile progetto “Cinema Express".

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