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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

Concessioni balneari a gara, l'allarme di Fiba-Confesercenti: "30mila imprese a rischio, il Governo apra un tavolo"

Per il presidente regionale Susi, la decisione "darà origine al caos e traghetterà un intero settore verso il collasso dovuto all’azzeramento degli investimenti"

Continua a scatenare le proteste della categoria la decisione del Consiglio di Stato di rimettere in gara le concessioni balneari, senza possibilità di proroga, dal 2024.

Giuseppe Susi, presidente regionale dei balneari di Fiba-Confesercenti, definisce la decisione "un intervento dirompente, un terremoto che ha gettato nell’incertezza più profonda 30mila imprese, perlopiù familiari, che oggi si trovano di fronte alla prospettiva di essere private del loro lavoro e di quanto hanno costruito nel tempo. Chiediamo al Governo di aprire urgentemente un tavolo di confronto con i rappresentanti delle attività balneari”.

"La transizione repentina che il Consiglio di Stato vuole imporre darà origine al caos e traghetterà un intero settore verso il collasso dovuto all’azzeramento degli investimenti - sottolinea Susi - nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vengono destinati 15 miliardi di euro per il turismo fino al 2026 ma al contempo si mette a rischio, come ricordato dallo stesso Consiglio di Stato, un giro d’affari stimato del settore intorno ai 15 miliardi di euro all’anno".

Per il presidente di Fiba-Confesercenti, "la strada da seguire deve essere quella della continuità: solo con tale garanzia non si verificherà un crollo degli investimenti e della qualità dell’offerta turistica. La soluzione così proposta dal Consiglio di Stato, da un lato, non garantisce la migliore valorizzazione del nostro territorio danneggiando anche tutte la altre attività non direttamente coinvolte ma comunque legate al turismo e, dall’altro, getta sul lastrico decine di migliaia di famiglie per le quali l’impresa rappresenta l’unica fonte di reddito e di garanzia per il pagamento dei debiti contratti per investire nell’attività. Questa sentenza non può essere un alibi della politica per affrancarsi dalle decisioni sui contenuti della riforma, per questo i balneatori chiedono con somma urgenza la convocazione di tavoli di confronto”.

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