Economia

Frodi creditizie: in Abruzzo il primato a Chieti con 101 casi

Nel primo semestre 2020 in Abruzzo sono stati registrati più di 300 casi di frode. Chieti, con 101 casi, in testa alla classifica

Le restrizioni anti Covid non hanno frenato più di tanto la crescita delle frodi creditizie in Abruzzo, dove sono stati più di 300 i casi rilevati nel primo semestre 2020.

A riferirlo è il report dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti d’identità, realizzato da CRIF-Mistercredit. Il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Chieti, che con 101 casi precede di poco Pescara, con 93 casi. Seguono Teramo con 61 casi e L’Aquila, con 54.

Lo studio evidenzia che, nel primo semestre 2020, in Italia i casi rilevati sono stati oltre 11.200 per un danno stimato che supera i 65 milioni di Euro, mentre l‘importo medio della singola frode si è attestato a 5.792 €, in aumento del +24,2% rispetto a quello rilevato nei primi sei mesi del 2019.

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio conferma che la maggioranza delle vittime sono uomini (63,7% dei casi),  specialmente over 60 (+16,6%) seguita dai 51-60enni (+10,3%). In termini assoluti, tuttavia, la fascia più colpita resta quella dei giovani tra 18 e 30 anni, coinvolti in circa 1 caso di frode su 4.

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che continuano a rappresentarela metà del totale.
Al secondo posto per numerosità si trovano le frodi sulle carte di credito, che spiegano un quinto del totale delle frodi (precisamente il 20,4%), seguite da quelle legate ai prestiti personali, in aumento rispetto allo scorso anno, con una quota del 10,6%. 

Infine, un vero e proprio boom ha interessato i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che, anche se rappresentano solamente il 3,6% del totale dei casi, risultano più che raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2019.Per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, se da un lato quasi la metà dei casi viene scoperto entro 6 mesi(in calo del -11,7% rispetto al I semestre 2019), dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche più di 5 anni prima, che rappresentano il 16,7% del totale e si confermano in costante crescita.

“Nel primo semestre dell’anno commenta - Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di CRIF - abbiamo rilevato un aumento del traffico di dati personali scambiati online, che potranno essere utilizzati per compiere frodi nei prossimi mesi. Non dobbiamo quindi abbassare la guardia ed è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino sms di allerta per controllare le transazioni con le proprie carte di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengano utilizzati per chiedere un finanziamento o stiano indebitamente circolando sul web”.
 

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