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il tribunale dopo l'incendio di settembre 2015

il tribunale dopo l'incendio di settembre 2015

Uffici affollati e dipendenti al lavoro tra fumi e polveri: al tribunale è stato di agitazione

Dichiarato lo stato di agitazione del personale Tribunale di Chieti: "In alcuni uffici non funziona il riscaldamento, l'ascensore è rotto, si lavora nel caos e c'è chi è stato male dopo l'incendio"

La Cgil Fp e la Cisl Fp annunciano lo stato di agitazione del personale del Tribunale di Chieti. La decisione, già nell’aria, si è concretizzata dopo l’ultima assemblea dei lavoratori e oggi, in seguito al perdurare delle condizioni critiche di lavoro dei dipendenti e all’assenza di un confronto chiesto a presidenza e dirigenza del foro teatino, è stata comunicata ufficialmente anche alle istituzioni.

I lavori di ristrutturazione, che da circa tre anni interessano l’edificio in piazza San Giustino, costringono a lavorare in condizioni precarie con accorpamenti tra uffici, affollamento nei locali, intuibili disagi per operatori e utenti, con polveri provenienti dal cantiere, fori e interventi sui muri perimetrali dello stabile” riferiscono Paola Puglielli (Cgil Fp) e Gabriele Martelli (Cisl Fp) in una nota congiunta. I lavoratori denunciano anche la mancanza di riscaldamento in alcuni uffici e il non funzionamento dell’ascensore nella sede di San Giustino da 4 mesi circa.

Ma la cosa che preoccupa di più è quanto accaduto all’indomani dell’incendio dello scorso 14 settembre, che ha complicato ulteriormente lo stato delle cose. “Il provvedimento di interdizione per alcuni uffici emesso nei giorni successivi – spiegano ancora i segretari provinciali – in realtà non ha impedito che i lavoratori rimanessero lontani dai luoghi interessati né che evitassero contatto con le polveri depositatesi sui fascicoli: questi infatti continuano ad essere manipolati, trasportati e consultati dai dipendenti senza che sia stata disposta ed effettuata una reale e sostanziale bonifica, ad esclusione di una strofinata con pezzuole. Ciò determina, da allora a oggi, l’esposizione continua dei dipendenti durante le ore di lavoro a polveri di non diagnostica natura derivanti cioè dalla combustione di carta, materiale plastico ed altro”.

In seguito a contatto con fumi e polveri del tribunale, si è saputo che alcuni dipendenti sono stati colti da malore e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari in ospedale. “L’evidente condizione dei locali – si legge ancora nel documento - è visionabile da chiunque si rechi per ragioni diverse all’interno del tribunale e, constatata la mancanza di interventi risolutivi e la scarsa considerazione per la dignità dei lavoratori coinvolti, i sindacati e i lavoratori dichiarano lo stato di agitazione del personale e chiedono al Prefetto di Chieti di voler avviare le procedure previste dalla normativa di settore”.
 

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