Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Chieti Scalo

Sequestro depuratore di San Martino, il Wwf: "Verificare anche la qualità dell'aria"

Arsenico e piombo, sia pure nei limiti di legge, erano stati trovati qualche anno fa nell'aria dall'Arta

Il mare in Abruzzo inquinato dagli sversamenti nel fiume, ma anche la qualità dell’aria allo Scalo sia oggetto di un’attenta verifica. E’ quanto chiede il Wwf Chieti Pescara all’indomani del sequestro del depuratore di San Martino e relativa inchiesta, coordinata da Procura e Dda dell’Aquila, che ha portato alla decapitazione del Consorzio di bonifica Centro di Chieti con quattro arresti.

L’associazione infatti, ricorda di aver già segnalato l’esistenza di problemi già da maggio del 2015 “quando – racconta la presidente Nicoletta Di Francesco – verificammo che l’aria era così irrespirabile a tal punto che gli operai di una ditta adiacente al depuratore lavoravano tutti con una mascherina sul volto. Ci siamo rivolti al Noe il Nucleo ecologico dei carabinieri”.

Arsenico e piombo, sia pure nei limiti di legge, erano stati trovati qualche anno fa nell’aria dall’Arta in un territorio già da tempo martoriato. E le segnalazioni circa gli odori nauseabondi, in particolare nei quartieri vallivi della città, nei quali insistono tra l’altro ospedale, università, numerosi asili e scuole e risiede circa la metà degli abitanti, continuano quasi quotidianamente.

“Su questa vicenda ci sono vari aspetti da esaminare – afferma la presidente del Wwf Chieti Pescara - il primo e più clamoroso è l’assoluta inefficienza del monitoraggio della qualità dell’aria nel territorio teatino, nel quale non sono attive centraline fisse, benché siano state più volte annunciate. La centralina mobile dell’Arta ha svolto campagne di monitoraggio in via Filippo Tiberio a Chieti Scalo solo per brevi periodi ma ha comunque trovato dati anomali, sia pure nei limiti di legge. Ad esempio durante il mese di giugno 2014, come si legge nella relazione conclusiva del monitoraggio, particolarmente nelle ore notturne sono stati riscontrati innalzamenti dei parametri Polveri, Ossido di Carbonio e di alcuni composti aromatici, mentre: I valori di concentrazione del Piombo e dell’Arsenico, sebbene inferiori ai limiti di legge, e raccolti su un numero esiguo di campioni, sono risultati anomali a confronto di precedenti campagne di misura svolte in aree urbane e suburbane e rispetto ai dati che annualmente vengono raccolti in una centralina di traffico urbano della città di Pescara. In pratica questi elementi non sono stati mai riscontrati neppure in una città dove i superamenti dei limiti di legge sono purtroppo abbastanza frequenti”. 

Tutto questo in una zona classificata “di risanamento” proprio per la qualità dell’aria. Un altro aspetto che il Wwf sottolinea riguarda l’accesso al depuratore, realizzato nel ben mezzo di una corsia di svincolo dell’asse attrezzato. “In una posizione pericolosissima ancor più se si tiene conto del notevole numero di autobotti che vanno e vengono dall’impianto. Fino a quando – conclude Di Francesco – continuerà a prevalere la politica del dire e non quella del fare sarà ben difficile risolvere il problema, oggi aggravato dai dati emersi grazie agli accertamenti degli inquirenti. La tutela della salute dei cittadini è una priorità ed è quindi una priorità anche monitorare le condizioni dell’aria che respiriamo oltre a quella dell’acqua e del suolo”.

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