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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca San Martino

Qualità dell'aria a Chieti Scalo, da dove provengono gli odori nauseabondi?

I controlli hanno escluso che i cattivi odori provengano dagli impianti pubblici di depurazione delle acque, ma restano i disagi lamentati dai residenti. Il comitato Villabloc chiede un monitoraggio regolare della qualità dell’aria

Se gli odori molesti non provengono dal depuratore gestito dal Consorzio, allora da dove provengono? Se lo chiede il comitato Villabloc, dopo che i controlli a Chieti Scalo hanno escluso che i cattivi odori che in queste settimane stanno infestando Selvaiezzi, San Martino e Madonna delle Piane, non provengono dagli impianti pubblici di depurazione delle acque.

Ma il problema resta e lo dimostrano i persistenti disturbi, occhi rossi e gola infiammata soprattutto, lamentati dalla popolazione. Restano le perplessità, come quelle sui rilievi delle centraline dell’Arta per il monitoraggio dell’aria presenti allo Scalo.

Come riferiscono dal Comitato, gli unici dati disponibili consultabili sul sito di Artaabruzzo.it sono quelli relativi al monitoraggio effettuato nell’estate del 2014 nella zona industriale. “Nel rapporto del monitoraggio di via Penne – sottolineano - destano particolari perplessità i risultati ottenuti dall’osservazione, tra le altre sostanze,  dei tre composti aromatici monitorati: Benzene, Toluene e Xilene”. Per il Benzene, per cui è possibile far riferimento ad una media annuale di 5 µg/m3  si legge in uno dei rapporti: “Questo valore non è mai stato raggiunto, mentre nell’intero periodo della campagna di misure il valore medio orario è stato di 0.7 µg/m3. Ma non è già questo un valore alto come punto di riferimento per una media annuale anche solo approssimativa?” Il monitoraggio, durato 25 giorni,  potrebbe non essere tuttavia un periodo utile e rappresentativo per qualsiasi calcolo, come viene anche espresso dagli stessi tecnici alle conclusioni delle analisi di via Custoza.

Per il Toluene e lo Xilene m+p se ne attestano invece concentrazioni  che “destano particolare attenzione”. Diversi poi, sempre in via Penne, sono stati gli sforamenti della quantità di Ozono: ”in sei giorni – è scritto -  è stato superato il valore obiettivo per la protezione della salute umana fissato in 120 µg/m3 inteso come media massima giornaliera calcolata su 8 ore, da non superare più di 25 volte l’anno”.

Da entrambi i report si evince quindi una concentrazione dei superamenti di legge nelle ore notturne con concomitanze ambientali ricorrenti. Nelle conclusioni del monitoraggio di via F. Tiberio inoltre,”si ritiene che tali incrementi siano da attribuire alle attività industriali piuttosto che al traffico veicolare” si legge ancora.

E’ vero che ormai questi dati risultano ‘di seconda mano’, ma riportarli all’attenzione anche di chi amministra, secondo il comitato Villabloc, può essere utile per tornare a chiedere risposte ai cittadini che chiedono con forza un monitoraggio regolare della qualità dell’aria per Chieti Scalo.
 

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