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Impiegato ruba alle Poste: il giudice del lavoro ordina reintegro e pagamento degli arretrati

Singolare sentenza del giudice del lavoro di Chieti. L'impiegato aveva rubato quasi 15mila euro dall'ufficio postale di Vasto, la direzione lo aveva trasferito a Chieti fino al licenziamento definitivo

Verrà reintegrato l’impiegato sorpreso a rubare 14.500 euro all’ufficio postale di via Giulio Cesare di Vasto. Lo ha deciso il giudice del lavoro di Chieti, Ilaria Pozzo, ordinando al contempo il pagamento degli stipendi arretrati e delle spese legali.

Secondo il tribunale l’ente avrebbe dovuto licenziare subito P. R., 58 anni, vastese, dipendente delle Poste che nell’estate del 2012 si era appropriato indebitamente della grossa cifra, sottratta dalla cassaforte della filiale in cui lavorava. Il dipendente venne trasferito qualche mese dopo alle Poste di Chieti, salvo poi essere sospeso dopo poche settimane, mentre era sottoposto a misura cautelare disposta dal gip. Quando cessò il provvedimento restrittivo, due anni dopo, P. R. venne reintegrato

Ruba in ufficio. in manette dipendente delle Poste

Il licenziamento dopo 4 anni: "Troppo tardi" per il giudice del lavoro

Solo ad agosto del 2016, dopo la sentenza di condanna penale in primo a un anno e nove mesi dal tribunale penale di Vasto (pena sospesa) per il reato di appropriazione indebita, scattò il licenziamento dalle Poste. Provvedimento subito impugnato dai legali del postino, Carmine Di Risio e Marialuisa D’Aloisio.

Oggi il giudice del lavoro ha deciso di reintegrare il lavoratore. Il motivo? “La società - si legge nella sentenza - sin da ottobre 2012 disponeva di tutti i dati sufficienti per procedere a una contestazione disciplinare”. Tradotto: non si giustifica l'attesa "della sentenza di condanna" per la contestazione formale che in questo caso è giunta in maniera irrimediabilmente tardiva. Per questo, secondo il giudice del lavoro, il licenziamento di P.R. è illegittimo e va annullato.
 

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