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Rapina in villa a Lanciano: processo rinviato a settembre

Il processo 'blindato' si è aperto con l'ammisione del rito abbreviato davanti al gup. I coniugi Martelli hanno deciso di non costituirsi parte civile

Tribunale blindato ieri a Lanciano dove si è aperto il processo alla banda che il 23 settembre 2018 rapinò la villa dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan. Ieri mattina l'udienza preliminare al palazzo di giustizia.

Il processo si è aperto con l'ammisione del rito abbreviato davanti al gup Giovanni Nappi che ha fissato al 30 settembre prossimo l'inizio della discussione con la possibilità dell'emissione della sentenza. Ieri i coniugi Martelli non erano presenti in aula in quanto hanno deciso di non costituirsi parte civile.

Sei gli accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma.

Il presunto capo banda Adrian Martin, estradato dalla Romani un mese e mezzo dopo la violenta rapinaAlexandru Colteanu, bloccato in Campania un paio di settimane dopo i fatti di Lanciano, l'unico dei sette imputati, che non ha mai confermato la sua responsabilità; i fratelli Ion e Costantin Turlica e il cugino Aurel Ruset, residenti in centro storico e ben integrati in città, arrestati dopo pochi giorni nelle campagne frentane, presumibilmente mentre cercavano di allontanarsi dalla città e dall'Italia; George Ghiviziu, anche lui ben integrato in città e residente in centro con moglie e figlio, considerato l'autista della banda che entrò in casa Martelli quella notte, fermato una settimana dopo mentre cercava di nascondersi nelle campagne.

Un settimo romeno è esclusivamente accusato di favoreggiamento, ma non ha preso parte alla rapina.

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