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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Santa Maria Imbaro

Mario Negri sud, i sindacati a D'Alfonso: "Nomini una persona competente"

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Cgil Abruzzo chiedono "un tratto di forte discontinuità" per sollevare il centro di ricerca dai debiti e dare certezze ai lavoratori, molti in cassa integrazione per 4 anni

Un appello dei sindacati al neo presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, affinché inserisca fra le sue priorità il Centro di Ricerca Negri sud, afflitto da una crisi economica profonda, con un debito da 4 milioni e 600mila euro dopo aver tenuto gran parte dei 100 dipendenti in cassa integrazione per oltre 4 anni.

“La Regione – dicono Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Ernesto Magnifico (Fisascat Cisl) e Rita Candeloro (Cgil Abruzzo) - dovrà subito nominare il proprio rappresentante nel Cda, chiarendosi con la Provincia di Chieti, individuando una persona competente, motivata, capace di collaborazione con i ricercatori che rappresentano il braccio operativo del Centro”.

Il Mario Negri sud, in Abruzzo da 20 anni, è stato a lungo gestito, come Consorzio, con la partecipazione del capitale del Negri Milano al 75%, per il 15% dalla Provincia e il 10% dalla Regione. Quasi un anno fa, a settembre 2013, il centro è stato trasformato in Fondazione, modificando in maniera paritaria la partecipazione al capitale.

“Alla nascita della fondazione – spiegano i sindacalisti – le perdite avrebbero dovuto essere ricapitalizzate. Che cosa sia effettivamente accaduto è da indagare, vista la diversa ripartizione, e quindi responsabilità, tra i soci se si tratta di debiti precedenti, in capo al consorzio, o recenti, in capo alla fondazione”. Una questione di soluzione ancora più difficile, considerata la difficoltà economica delle Province, peraltro destinate a scomparire. “La Regione Abruzzo rischia di diventare socio di maggioranza della Fondazione, qualora il patrimonio e le funzioni degli enti locali vengano trasferite alle Regioni”.

Chiediamo al Presidente un tratto di forte e decisa discontinuità – proseguono i sindacalisti. Per loro “servono persone competenti, fresche e creative, con un grande legame con il territorio e lo sguardo alle esperienze europee più avanzate. Chi sarà indicato non “occuperà” una poltrona, dovrà lavorare molto per risollevare una grave crisi in uno dei settori a più alta produttività per il futuro”.

In particolare Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Cgil Abruzzo premono per un incremento delle attività di riceca, attraverso una programmazione adeguata dei fondi europei, nazionali e regionali, che riesca a rilanciare un istituto conosciuto a livello internazionale per l'alta formazione scientifica. Il che eviterebbe l'emorragia di posti di lavoro

“Il mondo della ricerca si muove, si sviluppa e si valuta con parametri specifici – spiegano i sindacati - ma la forte e decisa governance pubblica può promuovere la coesione e la collaborazione interna tra i gruppi di specializzazione ed esterna con gli Atenei ed altri enti di ricerca abruzzesi e non solo”.

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