Niente bandiera blu e Francavilla vuole chiedere un risarcimento all'Aca

L'azienda si discolpa sostenendo di aver fatto il possibile per rimediare alle rotture e ai problemi dell'estate scorsa

In uno dei periodi più neri per il mare abruzzese, con il litorale pescarese devastato dai divieti di balneazione e quello di Francavilla che aspetta la fine di lavori che dovrebbero restituirgli l’assoluta sicurezza per i bagnanti, scoppia il caso bandiera blu, con un botta e risposta a distanza fra il sindaco Antonio Luciani e l’Aca

Per il 2016, solo tre località della provincia di Chieti hanno ottenuto l’ambito riconoscimento e Francavilla è rimasta fuori dai giochi. 

Ma il sindaco uscente, peraltro in piena campagna elettorale in vista delle elezioni comunali del 5 giugno, polemizza su Facebook, precisando che le bandiere blu sono state assegnate in base ai rilievi dell’anno scorso. 

“Per questa stagione - spiega - le analisi dell’Arta attestano una eccellente qualità delle acque del mare di Francavilla, a testimonianza della bontà dell’operazione “Mare limpido” portata avanti con forza dall’amministrazione comunale”. E, per Luciani, la responsabilità è ben precisa: “La non assegnazione della Bandiera Blu è purtroppo figlia dei tardivi interventi dell’Aca, seppur importanti, sui due depuratori presenti in Città”. Luciani annuncia che il Comune potrebbe addirittura intentare un’azione risarcitoria nei confronti dell’Aca, anche se è un opzione che si sta ancora valutando. 

Ma la discolpa dell’Azienda acquedottistica, tramite comunicato stampa, non si è fatta attendere: “Prima di prospettare azioni risarcitorie che potrebbero rivelarsi illusorie - si legge - sarebbe opportuno verificare in concreto quali sono le effettive responsabilità e vedere se ciascuno degli enti abbia fatto tutto il possibile e quanto di propria competenza per evitare la perdita della bandiera blu. L'Aca, dal canto suo, è intervenuta tempestivamente per porre rimedio alle rotture e ai problemi che si sono verificati l'estate scorsa, con i tempi e i mezzi necessari agli interventi”.

E ancora: “La bandiera blu negli ultimi anni è stata assegnata dalla Fee non a tutto il litorale di Francavilla ma solo a un tratto di costa, che è quello del Lido Alcyone. I Comuni quando presentano la candidatura, devono allegare i “risultati delle analisi di qualità delle acque di balneazione delle ultime quattro stagioni balneari”. Quattro stagioni, non l’ultima. E il punteggio più rilevante, tra quelli necessari per ottenere la bandiera blu, viene attribuito alla gestione dei rifiuti (da 0 a 209), poi al turismo (da 1 a 10,5) e alla spiaggia (5-13,5)”. 

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Insomma, mentre il primo cittadino di Francavilla accusa l’Aca, rea a suo dire di non aver lavorato abbastanza celermente per assicurare la salubrità del mare francavillese, l’azienda dice che le responsabilità sono altre, considerando anche il fatto che il punteggio per la bandiera blu tiene conto non solo della qualità delle acque di balneazione, ma anche della depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza e i servizi in spiaggia.

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