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Cronaca

Il Governo blocca la produzione di beni non essenziali, ma Dayco non si ferma: i sindacati chiedono lo stop

Dopo lo sciopero durato due giorni, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil scrivono ai prefetti per chiedere di tutelare la salute dei lavoratori

Chiedono di fermare la produzione negli stabilimenti Dayco di Chieti e Manoppello i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Dopo due giorni di stop, infatti, martedì è ripreso il lavoro nell'azienda che conta circa 600 dipendenti e produce cinghie di trasmissione per le auto, ma i lavoratori hanno deciso di scioperare, invocando la tutela della loro salute. 

"Già in data 23 marzo abbiamo inviato una lettera ai prefetti chiedendo di intervenire e di sospendere le produzioni della Dayco – spiegano i segretari regionali Carlo Petaccia, Stefano Di Crescenzo e Debora Del Fiacco – in quanto riteniamo che la produzione della cinghia di trasmissione non sia un prodotto essenziale per il Paese e quindi non è in coerenza con lo spirito del decreto. Abbiamo chiesto all’azienda di attivare la cassa integrazione, ma senza esito e siamo stati costretti a proclamare e attuare uno sciopero. Lo sciopero è stato sospeso dopo due giorni, quando il Governo ha escluso la Dayco dalle aziende che possono continuare a produrre, confermando quanto da noi sostenuto".

Oggi, sindacati e azienda si sono confrontati in videoconferenza, ma i vertici Dayco hanno comunicato che la produzione continuerà, così come comunicato ai prefetti, perché rientra nella filiera dei ricambi per auto. 

"Riteniamo inaccettabile quanto comunicato dall’azienda – tuonano i segretari - e lo consideriamo solo un modo per poter evadere gli ordini residuali di un mercato, quale quello dell’automotive, oramai in progressivo fermo in tutta Europa".

Le tre organizzazioni sindacali hanno nuovamente scritto ai prefetti chiedendo di decretare l’immediato fermo della produzione, ricordando che la Dayco genera in questo periodo una movimentazione quotidiana di circa 400 persone, mettendo a rischio contagio lavoratori e cittadini. "Sollecitiamo i prefetti affinché si esprimano in tempi celeri – concludono i sindacati - in modo da risolvere una situazione che rischia di creare strascichi da evitare in un periodo di forte difficoltà come quello che l’intero Paese sta attraversando".

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