Alla Dayco riprende la produzione dopo due giorni di stop, ma scatta lo sciopero

Lavoratori e sindacati chiedono che lo stabilimento si fermi, per tutelare la loro salute e prevenire il contagio da Coronavirus

Una protesta passata alla Dayco di Chieti Scalo

La produzione è ripresa oggi, dopo due giorni di stop, ma negli stabilimenti Dayco di Chieti Scalo e Manoppello, i lavoratori hanno deciso di astenersi dal lavoro.

Sindacati e lavoratori chiedono che lo stabilimento si fermi, per la tutela della salute dei lavoratori, in quanto la produzione non rientra fra i beni di prima necessità, che devono proseguire nonostante le misure di emergenza per prevenire la diffusione del Coronavirus.

Nello stabilimento di Chieti Scalo, che si occupa di pezzi di ricambio per le cinghie di distribuzione delle automobili, lavorano circa 300 persone, che arrivano in città da tutta la regione. 

Al fianco dei lavoratori si schiera anche il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Blasioli, che incalza: "È indispensabile capire perché da lunedì l’azienda abbia cercato i lavoratori a casa, ci riferiscono, chiamandoli telefonicamente e, di fatto, costringendoli a rientrare e ad incrociare le braccia, a fronte di una strategia che l’azienda non ha condiviso con i sindacati e che oltre a risultare rischiosa per il contagio, non risulta pienamente comprensibile, in quanto per tutti e tre gli stabilimenti c’è al contempo anche la richiesta di proroga della cassa integrazione. Così i lavoratori sin dal primo turno di ieri notte hanno scioperato con una massiccia adesione".

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Blasioli chiede l'intervento immediato della Regione e della Prefettura, affinché verifichino "se quegli stabilimenti possono continuare a lavorare e assicurando non solo le condizioni di base per tutelare i lavoratori dal contagio, ma anche quelle per la ripresa, appena l’emergenza sarà finita. Dietro ogni operaio c’è una famiglia, ci sono diversi territori, perché le maestranze arrivano da molti luoghi della nostra regione ed è per questo che serve fermarsi, per fermare la progressione del virus. A livello nazionale sta funzionando, proviamo a farlo funzionare anche da noi”.

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