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Conclusi gli scavi a San Giustino: l'amministrazione vuole rendere fruibili cisterna e mosaico ma per ora si ricopre tutto

L’assessore Di Felice: “Gli ambienti ipogei scoperti andranno ad arricchire il progetto di riqualificazione della piazza”

Si sono conclusi questa mattina in piazza San Giustino gli scavi archeologici preventivi richiesti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo. Quest’ultima ha richiesto che lo scavo prospiciente il tribunale venga, al momento, protetto con una membrana di “tessuto non tessuto” prima di procedere alla ricopertura.

Quanto all’area a ridosso della cripta della cattedrale, dove è stata rinvenuta una cisterna presumibilmente ottocentesca, l’amministrazione comunale intende procedere al suo recupero per renderla attrattiva da un punto di vista turistico culturale e inserirla nel progetto di riqualificazione della piazza. 
 

Ecco cosa si nasconde sotto la piazza

Questa mattina l’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Di Felice, ha effettuato un sopralluogo definitivo in piazza con la dottoressa Rosanna Tuteri, responsabile del settore Archeologia della Soprintendenza; l’architetto Gianfranco Scatigna, progettista incaricato dal Comune di Chieti; l’architetto Augusto Capone, dei lavori di riqualificazione della piazza nell’ambito del Bando Periferie; gli archeologi Sabatino Letta, Paola Riccitelli e Maria Di Iorio.

“In queste settimane – ha detto l’assessore Di Felice - sono state effettuate tutte le indagini preventive richieste dalla  Soprintendenza. Nel progetto di recupero della piazza è nostra intenzione inserire la valorizzazione degli ambienti ipogei rinvenuti, dando mandato, in tal senso, ai tecnici di renderli accessibili al pubblico. L’obiettivo è, altresì, quello di ritrovare e mettere in luce il mosaico presumibilmente di epoca romana la cui presenza è stata segnalata dai georadar durante i rilievi effettuati nei mesi scorsi. Saranno, questi, ulteriori elementi di attrattività di Chieti, che, fin dall’antichità, è stata riconosciuta come città ricca d’acqua grazie alle sue tante cisterne, le terme romane e  le sue fonti. Nostro intento è, dunque, quello di immaginare un possibile percorso nella città dell’acqua mettendo in rete la Chieti sotterranea”.
 

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