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Pomponi a Radio 24: “Cacciare l’allenatore? Caccio i 20 calciatori a calci"

Intervista al pepe quella del presidente del Chieti Calcio a 'Tutti Convocati' su Radio 24. "Gli allenamenti mattutini gli serviranno a capire che cosa significa sacrificio". Oggi l'ultimo allenamento alle 6.30 del mattino

“Caccio i calciatori, a calci in c… caccio i calciatori. Quello che è successo domenica è ignobile e non esiste nel modo più assoluto. L’allenatore non ha colpe perché in campo va la squadra e non l’allenatore. Logicamente è sempre più facile cacciarne via uno che cacciarne via 20, però in questo caso specifico è stata veramente una cosa che non so neanche come spiegarvi, sembrava di vedere un film di fantascienza domenica. Perciò tutto a posto, teniamo il mister e cacciamo via tutti e venti”. Queste le parole di Giorgio Pomponi, presidente del Chieti Calcio ieri in diretta a "Tutti Convocati" su Radio 24.

Il presidente ha parlato degli allenamenti alle 6.30 del mattino, imposti ai suoi giocatori dopo i risultati di domenica scorsa che hanno avuto eco anche sui media nazionali. Oggi, venerdì 13 novembre, l'ultima sessione mattutina.  “Il problema principale – ha detto - è che ogni tanto bisogna riportarli alla realtà quella vera, che non è quella di un calciatore che addirittura è di categorie minori come la Serie D, riportarli veramente coi piedi per terra perché non vanno bene nel modo più assoluto certi atteggiamenti nei confronti di tutti, allora ho detto ‘diamogli una mezza svolta, facciamo capire cosa significa la parola sacrificio in tutti i sensi’, quello che fa il 99% del popolo italiano, che si alza la mattina presto e torna a casa la sera tardi. Il provvedimento dura 3 giorni. E’ sopportabile, però mi auguro tanto per loro che domenica facciano quello che devono fare, perché perdere si può perdere ci mancherebbe altro, nella vita si vince e si perde, ma perdere con dignità, con la maglia intrisa di sangue non di sudore, quando si porta avanti un programma di lavoro, con i problemi ereditati anche dalla passata gestione e sono problemi seri e stiamo facendo dei sacrifici altissimi senza aiuti da parte di nessuno solamente noi imprenditori, ecco perché poi a uno rode ancora di più”.

Pomponi ha poi proseguito sulla stessa linea, rispondendo alle domande di Carlo Genta e Luigi Pardo a Radio24: “Qui c’è gente che lavora 12 ore al giorno all’interno della società e non fa il calciatore, questa è una categoria di privilegiati. Non prendiamoci in giro, quando fanno tre doppie, c’è gente di serie A che guadagna fior di milioni di euro che se gli dici di fare due doppie alla settimana gli vengono i capelli dritti mentre c’è gente che a fine mese non riesce ad andare avanti. Sono discorsi fatti e rifatti però purtroppo è la cruda realtà. Questi signori si devono mettere in testa che la gente si fa un mazzo tanto per 13-14 ore al giorno per mille euro, perciò loro facendo una doppia sessione di un’ora e mezza che poi a correre veramente correranno 40 minuti non è nulla, equivale a zero nella vita”.

Intanto, dopo una riunione in municipio, da ieri sembra essere tornata la pace fra il Comune e la società Chieti calcio: stavolta sono stati gettati davvero i presupposti per la convenzione sulla gestione dello stadio Angelini.

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