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"Proroghe su proroghe per il project financing mentre la sanità teatina si indebolisce"

Forza Italia annuncia ulteriori iniziative contro il progetto per l'ospedale di Chieti, "un capriccio di questo Governo regionale che impoverisce il SS. Annunziata"

Il consigliere regionale di Forza Italia  Mauro Febbo, assieme all’onorevole Fabrizio Di Stefano, torna a denunciare il project financing del Governo regionale per l’ospedale SS. Annunziata alla luce degli ultimi esami che, come ha riferito lo stesso in conferenza stampa questa mattina, evidenziano una serie di incongruenze e criticità.

“Oggi – sostiene Febbo - è ancora più chiaro e palese come il disegno portato avanti da questo Governo regionale sia ben altro, ossia il depauperamento dell’ospedale e della sanità teatina.  In questi mesi, infatti, abbiamo assistito all’ostinazione da parte della Regione nell’andare avanti di rinvio in rinvio nel tentativo di arrivare a far dichiarare la pubblica utilità al nuovo Rup della regione ingegner Primavera, dopo il defenestramento di quello della Asl Manci, che il 22 agosto 2016  muoveva ben 23 criticità tecnico/funzionali  e ben 5 pagine di criticità di natura giuridica ed economico-finanziaria, peraltro tutte già evidenziate dai consulenti esterni nominati dalla Asl”.

Forza Italia critica l’accanimento del presidente D'Alfonso nel portare avanti il progetto. “Dopo tutti questi dinieghi, anziché abbandonare questa pazza idea, venivano concesse altre proroghe. Ultima in ordine di arrivo è quella relativa alla determina del direttore generale Rivera del 19 ottobre scorso che fissa il termine di tre mesi a decorrere dal 14.10.2017 (cioè 14 ottobre, quindi termine già scaduto), al netto di eventuali interruzioni temporali derivanti dalla necessità del proponente di apportare modifiche alla proposta cioè a tempo illimitato!. E’ veramente sconcertante – commenta - sta  di fatto che, mentre si continua a perdere  tempo dietro il 'capriccio Dalfonsiano', si continua a perpetrare  il depauperamento del clinicizzato di Chieti e quindi del sistema sanitario teatino.

Nuova bocciatura dai tecnici della Regione

Impoverimento confermato dagli atti approvati: il Decreto Commissariale 79/2016 del 21 luglio 2016 con cui D'Alfonso approvava il “Riordino della rete ospedaliera” cogliendo l’occasione per privare l’ospedale di Chieti, con il silenzio complice dei vertici aziendali della Asl, delle Unità Complesse di Chirurgia Toracica, Chirurgia Vascolare, TIN, Pneumologia, spostando Dermatologia ad Ortona e promuovendo, invece, pur non avendone i requisiti in base al DM 70/2015 le UOC di Malattie Infettive, Reumatologia e Microbiologia presso l’ospedale di Pescara con motivazioni di storia sanitaria. E da notare, evidenziare e denunciare che questi privilegi non vengono  mai presi in considerazione nello stesso decreto quando si parla dell’ospedale di Chieti, neanche quando sono i numeri a dover suggerire qualcosa sempre al bocconiano Paolucci e all' ex Sindaco di Pescara D'Alfonso come ad esempio per la Centrale Operativa 118 e Dipartimento Emergenza di II livello (codici rossi a Chieti 4,6 degli accessi  di cui appropriati 4,3; a Pescara 2,0 di cui appropriati 0,4). Ci saremmo aspettati un doveroso ristoro in sede di applicazione dell'atto aziendale, anche in considerazione della cosiddetta uscita dal  Commissariamento ed invece altre penalizzazioni per il nostro clinicizzato e la sanità Teatina.  Inoltre – sottolinea ancora  Febbo - per il territorio le perle non si contano: al posto di attivare Servizi di Assistenza Sanitaria Specialistica hanno pensato bene di “promuovere numerose strutture complesse in staff” (anche qui fuori dalle stesse norme del Decreto Commissariale 78/2017 riguardante Le linee guida regionali  per gli atti aziendali, ben sapendo che tali strutture non contribuiscono al minimo abbattimento delle lunghissime liste di attesa.  Dopo 40 mesi – conclude Febbo - di Governo D'Alfonso  ci troviamo con un ospedale clinicizzato SS Annunziata ancora più impoverito nell'offerta sanitaria, con le problematicità antisismiche ancora tutte irrisolte ma soprattutto con la spada di Damocle dello scippo del Dea di secondo livello e magari fra qualche tempo anche della facoltà di Medicina”.

Alla conferenza stampa di oggi era presente anche l’onorevole Fabrizio di Stefano il quale, oltre a sottolineare la denuncia sollevata dal consigliere regionale Mauro Febbo, ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà una interrogazione scritta al Ministro Lorenzin “per denunciare il tempo perso con il project financing, capire cosa stia accadendo nella sanità abruzzese e per conoscere la situazione economica del sistema sanitario regionale dopo 40 mesi di Governo di centrosinistra.

“Continua questa pervicace e ostinata volontà del presidente D’Alfonso di portare avanti, in qualunque forma, il famoso project financing. Già in passato abbiamo dimostrato l’assurdità e l’antieconomicità, per la Regione Abruzzo, di questo progetto. Oggi si assiste a una nuova versione che, puntualmente, il presidente Mauro Febbo ha evidenziato e denunciato. Questa nuova proposta continua a sollevare forti perplessità da parte nostra; dubbi e criticità che cercherò di chiarirmi e di chiarire agli abruzzesi, non solo interrogando a tal proposito il Ministero competente ma anche interpellando l’Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, perché ritengo giusto che su tali e tante criticità, non ultima, quella più lampante, di una gara che ha un’ assenza di limite temporale, valuti e appunto si pronunci un’autorità di controllo come l’Anac” ha concluso Di Stefano.
 

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