Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Nuovo ospedale: la consulente della Asl boccia su tutti i fronti il project financing

Febbo chiede alla Regione di abbandonare il progetto, mentre Sara Marcozzi invoca le dimissioni di D'Alfonso e Paolucci

Il project financing per il nuovo ospedale continua a collezionare pareri negativi, arrivati sulla scrivania del direttore generale Pasquale Flacco. E oggi Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia, promette di vigilare “tutte le prossime mosse della Regine Abruzzo. E’ mia intenzione - ha spiegato stamani in conferenza stampa - fare piena chiarezza circa l’istruttoria del project financing presentato dalla Icm del gruppo Maltauro sul nuovo ospedale di Chieti che sta assumendo risvolti da telenovela grazie alla forzatura e l’insistenza da parte del Presidente della Regione”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il deputato Fabrizio Di Stefano, il consigliere comunale e provinciale Emiliano Vitale e i consiglieri comunali di Chieti Marco D'Ingiullo e Stefano Costa. 

“Innanzitutto - spiega Febbo - è tranciante la relazione della dottoressa Veronica Vecchi, docente di Public Management presso l’Università Bocconi (consulente nominata dalla Asl, ndc), che in 16 pagine demolisce la fattibilità del project financing proposto dalla Maltauro. La professoressa entra nei particolari e ritiene il progetto non sostenibile perché si tratta di un modello di partnership pubblico-privato che ha già mostrato diverse criticità. Inoltre, dalla perizia si evince che il progetto non costerebbe 8 milioni e mezzo, ma 20 milioni. 

In più, nella documentazione consegnata alla presidenza della Regione Abruzzo, c’è una serie di pareri dei direttori di Unità operative complesse, che bocciano la fattibilità del Project financing al Santissima Annunziata. C'è il parere dell'ingegnere Vincenzo D'Amico che scrive: “L’importo iniziale di 5 milioni di euro proposto per acquisto di apparecchiatura elettrico-medicali, ritenute necessarie per l'apertura del nuovo ospedale, appare del tutto insufficiente per soddisfare le esigenze stimabili in circa 25 milioni di euro. Rispetto al disciplinare per la fornitura delle attrezzature medicali si rimarca l'assoluta sproporzione del valore minimo di acquisto per attrezzature”, e “per quanto riguarda il noleggio, manutenzione e strumentario chirurgico si evidenzia che c'è un aumento vertiginoso del 63% rispetto alla cifra che deriverebbe dal servizio in caso di affidamento attraverso gara”. 

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