Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Giustizia sociale esce dalla maggioranza: "Di Primio si dimetta"

L'ex vice sindaco Bruno Di Paolo chiede ai suoi consiglieri di non votare più a favore della maggioranza. Dissente Bucci, che non vuole tradire "il patto stretto in campagna elettorale"

Giustizia sociale esce dalla maggioranza e il segretario Bruno Di Paolo, ex vice sindaco di Umberto Di Primio mandato via qualche mese fa con toni ben poco pacati, invoca le dimissioni del primo cittadino.

Il tornado politico che ieri ha travolto la città rischia di generare guai all’interno dello stesso partito. Perché se il segretario chiede ai tre consiglieri comunali eletti nelle file di Giustizia sociale (Enrico Bucci, Luigi Milozzi e Achille Cavallo) di non votare più a favore della maggioranza, pena l’uscita dal partito, Bucci non ha intenzione di tradire “il patto siglato in campagna elettorale”. Si è inoltre dichiarato contrario alle dimissioni della giunta Di Primio. Per ora non ci sono conferme né decisioni ufficiali sulla permanenza o meno di Bucci fra le file di Giusizia sociale.

Ma Di Paolo ha convocato in mattinata una conferenza stampa per dire la sua in merito all’arresto di Ivo D’Agostino: “E’ un fatto molto grave e mi sarei aspettato le dimissioni del sindaco, lui dice che non c’entra niente ma in qualche modo c’entra”, commenta.

In particolare l’ex vice sindaco chiede di controllare la regolarità  delle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari: “Se le accuse saranno provate - dice - credo che occorrerà annullare il bando d'assegnazione”. Racconta di aver ricevuto molte lamentele da assegnatari o aspiranti tali e a testimonianza di questo c’è l’esperienza di un giovane teatino affetto da sclerosi multipla a cui è stato assegnato un appartamento al secondo piano senza ascensore, senza nessuna possibilità di ricevere un alloggio a piano terra. Più di una volta, in mancanza di qualcuno che potesse aiutarlo a salire, è rimasto fuori casa.

Le cronache hanno sempre dato voce ad inquilini delle case popolari insoddisfatti o in cerca di una sistemazione migliore. Ora Giustizia Sociale chiede che a quelle lamentele si diano risposte ben precise con un controllo serio delle graduatorie.

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