Emergenza acqua, Di Primio replica al "Fascisti su Marte" di Ricci

Scontro a distanza fra l'ex sindaco e il primo cittadino: il primo aveva accusato Di Primio di non aver gestito adeguatamente la chiusura delle condutture idriche e di aver lasciato a secco le scuole, promettendo di rivolgersi alla Corte dei Conti. Ironia anche sulla presunta 'dieta' del primo cittadino

Se vogliamo parlare di acqua, di Corte dei Conti e di responsabilità degli amministratori attuali e passati, io sono pronto a farlo”. Così il sindaco Di Primio risponde all’ex primo cittadino Francesco Ricci, che dopo le 24 ore in cui la città è rimasta a secco ha sollevato feroci polemiche.

“Per parte mia alla Corte dei Conti ho segnalato che la giunta Ricci, per non aver pagato le fattura dell’acqua relative agli anni 2006, 2007, 2008 e 2009, ha fatto aggredire il Comune dall’Aca attraverso le ingiunzioni di pagamento e, poi, ha peggiorato la situazione incardinando opposizioni temerarie che, ad oggi, hanno prodotto milioni di euro di interessi moratori che i cittadini di Chieti dovranno pagare per colpa esclusiva della giunta Ricci”, replica.

Ricci, in particolare, si era scagliato contro la decisione di aprire le scuole, a cui “la Protezione civile – aveva detto – si è presentata con qualche decina di acqua Guizza per plesso. Sembra tanto un raccontino di Fascisti su Marte”, aveva ironizzato. Di Primio si difende: “Non ho ritenuto di chiudere le scuole perché vi possono essere stati in qualche caso disagi, ma nessun problema di carattere igienico sanitario o d’incolumità pubblica.  Noto con dispiacere, ma non mi sorprende – dice il sindaco – che delle cose fatte dalla mia amministrazione, comprese quelle necessarie a recuperare, quando è stato possibile, i danni procurati da lui e dai suoi accoliti, Ricci non ha conoscenza né memoria”.

E Di Primio rivendica le iniziative eclatanti di cui è stato protagonista negli ultimi mesi, dallo sciopero della sete contro l’Aca e le chiusure programmate in estate, a quello della fame per salvare il capoluogo di Provincia: “Tornerei a farle per la mia città e i miei cittadini”, assicura. “Ricordo allo smemorato consigliere – prosegue – che, grazie a quelle mie prese di posizione forti, la scorsa estate l’Aca ha erogato più acqua in città, riducendo al minimo il disagio per i cittadini. Dunque, lo sciopero della sete è durato il tempo necessario ad ottenere quello che volevo, più acqua per Chieti. Quanto concerne lo sciopero della fame, fu il Ministro Patroni Griffi a chiedermi di sospendere la protesta, portando, dopo l’incontro avuto con me, all’attenzione del Consiglio dei Ministri il problema di Chieti Provincia”.

L’ironia di Ricci aveva toccato anche le condizioni di Umberto Di Primio: “Non mi sembra che attualmente sia molto sofferente”, dopo lo sciopero della sete e della fame. “Non posso che rispondere – contrattacca Di Primio – che io, facendo il sindaco, qualche chilo l’ho perso, altri mi sembra non abbiano avuto medesima sorte”.

Tornando al nodo della polemica, la rottura di giovedì scorso (21 marzo) sulla conduttura dell’acquedotto Giardino a Torre de’ Passeri, il sindaco rivendica di aver “per primo dato notizia della rottura e di aver interessato immediatamente la Prefettura e allertato la Protezione Civile. Chiedo a Ricci che assetò la città per giorni senza fare alcuna comunicazione: cosa avrei dovuto fare di più rispetto ad una rottura avvenuta non a Chieti ed in conseguenza della quale il flusso d’acqua è stato interrotto dalla sorgente?”.

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“Considerato che l’Aca ci aveva assicurato la reimmissione di acqua nella rete sin dalla mattinata di venerdì 22 marzo – prosegue Di Primio - ho ritenuto sufficiente: rifornire le scuole di acqua potabile ed assicurarla anche alle famiglie che ne avessero avuto necessità, (all’uopo ho reso noti i numeri del responsabile della Protezione Civile e dell’Assessore; assicurare alle strutture sanitarie pubbliche e private la disponibilità delle autobotti dei vigili del fuoco in caso di bisogno; ove l’emergenza si fosse protratta oltre venerdì, provvedere a reperire autobotti per la distribuzione dell’acqua in più punti in città.

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