Distretto sanitario, Febbo replica a Stella: "Sceneggiate inutili"

L’assessore regionale replica alla consigliera M5S dopo il blitz alla direzione generale della Asl per tornare a chiedere la riattivazione del servizio

“Invito i rappresentanti del M5S a evitare certe sceneggiate, lasciando lavorare Regione Abruzzo e Asl in modo che si giunga nel più breve tempo possibile a una soluzione del problema e Chieti scalo torni ad avere un distretto sanitario efficiente. Il processo è in itinere e non è necessario sollecitare nessuno perché siamo tutti consapevoli dell’importanza della materia in oggetto”. Così l’assessore regionale Mauro Febbo replica alla consigliera regionale Barbara Stella e ai suoi colleghi dopo il blitz congiunto di ieri alla direzione generale della Asl per tornare a chiedere la riattivazione del servizio.

Contestualmente Stella ha chiesto la documentazione alla direzione generale della Asl presentando richiesta formale per poter visionare le carte.

"La consigliera Stella - continua Febbo -  forse non sa che dopo la richiesta di accesso agli atti, l’Azienda sanitaria ha 30 giorni di tempo per fornire una risposta e far visionare gli atti  come stabilito dalla legge 241/90. Quindi è inutile mettere in scena queste operazioni propagandistiche e strumentali con l’unico fine di scattarsi qualche selfie e rivendicare chissà quali dimostrazioni di impegno a difesa della collettività. Il sottoscritto, da mesi, sta seguendo la vicenda e si sta impegnando per portare a casa il risultato atteso che vuol dire riqualificazione e rigenerazione dell’immobile della stazione ferroviaria dell’intero piazzale Marconi, con l’ampliamento del parcheggio a beneficio dell’intera cittadinanza e del tessuto commerciale dello Scalo".

L'assessore regionale rinnova l’invito ai rappresentanti del M5S "affinché si facciano portavoce presso il governo nazionale per sollecitare una risposta di RFI in modo da accelerare il percorso che, lo ripeto, sta procedendo nonostante le oggettive difficoltà. Se ci sono stati dei ritardi sono imputabili esclusivamente alla grave emergenza sanitaria e ai conseguenti mesi di lockdown”.

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