Di Primio ritira le dimissioni, da Zulli (Articolo 1-MdP) arriva "una proposta per la nostra città"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Finita la sceneggiata che ha tenuto col fiato sospeso l'intera città, Di Primio ha ritirato le sue dimissioni da Sindaco. Forse, per portarlo a questa decisione da parte di coloro che a Roma si sono spartite le candidature di destra per le prossime elezioni regionali, avrà pesato anche la disinvoltura con la quale Di Primio ha caratterizzato la sua militanza politica passando, dopo le prime esperienze nella Giovane Italia e Fuan, dal Msi-Dn ad An per essere folgorato prima sulla Via di Arcore entrando in Forza Italia da dove, anche per l'affollamento causato dal concorrenziale ingresso di altri giovani camerati rampanti come Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano, è uscito per una nuova folgorazione, volta sulla Via di Agrigento, terra natale di Angelino Alfano, allora capo del Nuovo centro destra, prima di rientrare, di nuovo,  nell'ovile berlusconiano.

Di Primio ha trascorso ben 25 anni tra i banchi dell'amministrazione comunale di Chieti assumendo incarichi sempre più rilevanti: consigliere, poi assessore, poi vice Sindaco di Cucullo, poi Sindaco negli ultimi 10 anni, dopo la breve pausa della Giunta Ricci e, non potendosi più ricandidare alla guida della città, ha provato a fare il salto in Regione.

Questa situazione pone il problema, per tutte le forze politiche democratiche, progressiste e di sinistra, di cominciare a discutere di cosa proporre per candidarsi alla guida della città.

Poiché sono aperte altre partite, come quella regionale, auspicando la candidatura a Presidente dell'on. Giovanni Legnini, personalità di indubbio rilievo capace anche di ricucire i tanti strappi degli ultimi anni tra le forze politiche democratiche e progressiste, io credo che si possa iniziare a costruire una vera alternativa alle destre e al M5s a Chieti.

Se si vuole presentare un programma credibile che parta dal rilancio delle attività produttive, dal commercio, dalla valorizzazione dei suoi tesori culturali, non bisogna perdere tempo e suggerisco, alle forze politiche più organizzate in città, dentro e fuori il Consiglio comunale, di farsi promotrici di un primo incontro capace di cominciare ad individuare gli obiettivi sui quali chiamare l'intera cittadinanza, attraverso assemblee di quartiere, a dare il suo contributo.

La città è di tutti e spetta a tutti il compito di rilanciarla.

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