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Di Primio ritira le dimissioni, le opposizioni si scaldano: "Una farsa, a farne le spese sarà solo Chieti"

Il dietrofront dopo le decisioni romane, il sindaco resta in carica fino al termine del mandato. Ma la maggioranza, dicono i consiglieri di opposizione, scricchiola

Umberto Di Primio ha ritirato le dimissioni da sindaco presentate tre settimane fa per concorrere alla carica di presidente della Regione Abruzzo alle prossime elezioni. La decisione è maturata dopo che la scelta del centrodestra è ricaduta sul Fratelli d’Italia e non su Forza Italia, partito del sindaco. 

Nei prossimi giorni il sindaco ha annunciato che presenterà alla cittadinanza il programma del lavoro previsto nei prossimi mesi con la maggioranza.

Intanto i consiglieri di opposizione dei vari partiti si lasciano andare a considerazioni varie sulle sorti del governo cittadino e sulle scelte di Di Primio.

Alessandro Marzoli del Pd definisce

“un balletto inutile, quello vissuto ultimamente dalla città di Chieti a cui si aggiunge un risultato negativo concreto. Il rischio che avevamo rappresentato un mese fa prende plasticamente forma e ci troviamo nuovamente in sella un sindaco di capoluogo totalmente delegittimato dal punto di vista politico e amministrativo – dice rivelando tensioni, nelle ultime ore, nella maggioranza che guida il Comune - Da oggi la città di Chieti sarà ancora più debole sui tavoli regionale e nazionale e l’immobilismo amministrativo degli ultimi mesi sarà sempre più forte portando la città alla paralisi. La comunità teatina, sempre più isolata politicamente, ha la forte necessità di voltare pagina e realizzare progetti che diano una vocazione al nostro territorio”.

Anche per il duo Stefano Rispoli (Gruppo Misto) ed Enrico Raimondi (L'Altra Chieti) il ritiro delle dimissioni del sindaco di Chieti

“è una farsa in virtù del fatto che  non aveva e non ha una maggioranza ampia per continuare a guidare la città. Oggi, con quella stessa risicata maggioranza e qualche problemino politico in più , si vogliono riproporre gli stessi errori che hanno caratterizzato questa amministrazione. Vedremo già nelle prossime settimane, a partire dal primo consiglio comunale in programma  se il Sindaco potrà contare su una maggioranza vera. In caso contrario dovrà trarne le dovute conseguenze. Non riteniamo in nessun modo che la candidatura del Sindaco di Chieti alla presidenza della Regione  avrebbe portato  al ritorno a ruolo predominante della città di Chieti in Abruzzo e in campo nazionale. In tale contesto, la necessità di rivalutare Chieti e di salvaguardarne la predominanza diventano la causa e il pretesto secondo cui qualche politico si sente in diritto di utilizzare la nostra città come volano per la propria carriera politica. Di fatto, con il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco  nulla cambia e permangono i gravi problemi economico - finanziari e un’amministrazione incapace di dare indirizzi politici opportuni nella gestione dell’emergenza per provare, almeno, a salvaguardare Chieti e i suoi cittadini".

“Purtroppo la città di Chieti ha perso l'occasione di sbarazzarsi anzi tempo di questa inutile e dannosa amministrazione comunale, anche se era facile prevedere questo scenario”. E' invece il commento di Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo del Movimento 5 Stelle, che aggiungono:

“Umberto Di Primio continua a sostenere di essere forte del consenso della gente ma la realtà è ben diversa ed è evidentemente nota e condivisa dai vertici del centro destra che lo hanno silurato. La sua attuale esclusione dai giochi politici testimonia che Di Primio è politicamente finito”.

"In più di otto anni – incalza Manuela D'Arcangelo - l'amministrazione targata Di Primio non è riuscita a fare nulla per Chieti e la sua gente: non è riuscita a risolvere la questione dei parcheggi a pagamento, non è riuscita a dare un senso alla spesa sostenuta per la costruzione dell'ascensore che doveva collegare il terminal con il centro storico, non è stata capace di sottoscrivere il contratto per il miglioramento e l'efficientamento energetico della pubblica illuminazione e non è stata nemmeno capace di migliorare il servizio di raccolta differenziata visto che siamo illegittimamente in proroga da diversi anni”.
 

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