Salta l'interrogazione sulla ex Burgo: bagarre in consiglio comunale e fuori

Il presidente Aceto chiude la seduta prima che finisca la discussione dei punti all'ordine del giorno appellandosi alla mancanza di tempo, una decisione senza precedenti e criticata anche dai consiglieri di maggioranza

Aceto e Marzoli durante la discussione

Doveva essere il giorno della solidarietà per Amatrice. Ma il primo consiglio comunale dopo la pausa estiva si è trasformato in una bagarre senza precedenti nella storia recente del Comune di Chieti, con uno scontro verbale decisamente acceso fra il consigliere del Partito Democratico Alessandro Marzoli e il presidente dell’assise civica Liberato Aceto, quest’ultimo oggetto di epiteti coloriti da alcuni ex lavoratori della Burgo, che lo hanno atteso anche fuori dal palazzo della Provincia dopo la fine della seduta. 

Ma andiamo con ordine. Per questa mattina (lunedì 26 settembre), la segreteria di presidenza aveva convocato due sedute. La prima, alle 8.30, era il cosiddetto “question time”, un consiglio per dare spazio soltanto a interrogazioni e ordini del giorno dei vari consiglieri, a cui di norma rispondono il sindaco o gli assessori competenti sulla materia trattata. La seconda, alle 11.30, sarebbe dovuta essere la seduta di solidarietà per Amatrice, secondo un ordine del giorno predisposto dall’Anci e presentato, a Chieti, dai consiglieri Marzoli, Maura Micomonaco (Forza Italia) e dal presidente Aceto. Due sedute con un solo gettone di presenza, da devolvere interamente alle popolazioni terremotate, tramite un conto corrente ad hoc predisposto proprio dall’associazione nazionale dei Comuni. 

La seduta è iniziata con quasi un’ora di ritardo rispetto alla convocazione e tutto è andato più o meno liscio durante la discussione dei primi 7 punti all’ordine del giorno, o almeno si è mantenuto entro toni civili e pacati. Si è discusso delle condizioni del parco giochi di via Amiterno e l’organizzazione della Settimana mozartiana (Marzoli), l’installazione di un nuovo ripetitore in zona San Salvatore (Nicola Rapposelli di Identità Teatina), sicurezza degli edifici pubblici e rete idrica di via Goito (Movimento 5 stelle), richiesta di manutenzione straordinaria per il manto stradale di via Mucci (Diego Ferrara di Chieti per Chieti), situazione del tunnel di largo Barbella (Marzoli). 

Alle 11.30, con qualche ritardo sulla tabella di marcia, è arrivato il momento di discutere dell’ottavo e ultimo punto all’ordine del giorno, ossia l’interrogazione di Marzoli sulla situazione del sito ex Burgo e sulle attività di sostegno alla ricollocazione degli ex dipendenti della cartiera. Alcuni di loro, peraltro, erano presenti in aula per ascoltare la risposta dell’assessore alle Attività produttive Carla Di Biase. 

Il presidente Liberato Aceto, però, appellandosi al regolamento, ha dichiarato di dover chiudere la seduta per mancanza di tempo, visto che alle 11.30 era convocata la seconda parte dell’assemblea, con un solo punto all’ordine del giorno, ossia la solidarietà per Amatrice. Di fronte alle proteste di Marzoli, che ha chiesto di prorogare di dieci minuti la prima seduta, visto che per regolamento la seconda poteva iniziare entro i 60 minuti successivi all’effettiva convocazione, il presidente è stato irremovibile, senza dare alcuna spiegazione, se non il regolamento del consiglio comunale. Eppure nella storia più recente del consiglio comunale teatino, o almeno dall’inizio di questa legislatura, mai era accaduto di chiudere la seduta prima di terminare la discussione, salvo nei casi in cui sia mancato il numero legale necessario a proseguire

I toni si sono accesi, Marzoli ha accusato Aceto di “applicazione ottusa del regolamento” e di mancare “di rispetto ai consiglieri e all’intera città di Chieti”. Solidarietà al consigliere del Partito Democratico è arriva anche dai consiglieri di maggioranza, tanto che il consigliere De Lio è intervenuto in aula per cercare di placare gli animi. Alessio Di Iorio (Pd) ha invece chiesto di inserire l’interrogazione sulla Burgo nella discussione deella seconda seduta, vista anche la richiesta di modifica dell’ordine del giorno da parte di Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale). Aceto, però, non si è mosso dalla sua posizione e alle 11.34 ha dichiarato chiusa la seduta, rimandando la discussione dell’ordine del giorno di solidarietà alla prossima. Le discussioni sono andate avanti fin quasi a mezzogiorno, senza cambiare di un millimetro la situazione.

Ma la bagarre non è finita in aula. Da un lato Enrico Raimondi (L'Altra Chieti), che già in aula era intervenuto contro l’amministrazione, in una nota stampa usa parole durissime: “La giunta ha chiesto di rinviare la seduta sulla questione Burgo - dice - a dimostrazione di quanto da me sostenuto circa l'incapacità dell'assessore competente ad esercitare le deleghe conferitale dal Sindaco. A questo si aggiunga la paura di discutere il mio ordine del giorno con cui chiedo che il Consiglio inviti il Sindaco a ritirare la deleghe alla signora Di Biase. Con argomenti risibili, il Presidente del Consiglio ha ritenuto improponibile, contro ogni norma di legge, il mio ordine del giorno, evidentemente perché ha avuto l'ordine del Sindaco di evitare una discussione istituzionale sull'adeguatezza o meno dell'azione amministrative di quell’assessore”. 

In più gli stessi ex lavoratori della Burgo che in aula si erano fatti sentire in maniera colorita, allontanati dalla polizia municipale in servizio, hanno atteso Liberato Aceto sotto il palazzo della Provincia (dove si tengono i consigli comunali), aggredendolo verbalmente con toni talmente accesi da richiamare non solo l’attenzione di chi passeggiava lungo corso Marrucino, ma anche di una pattuglia della polizia di passaggio. Fortissima la rabbia di chi attende da anni di trovare una ricollocazione dopo un elenco infinito di annunci, promesse e ritardi da parte delle istituzioni. Fortunatamente, però, la discussione, pur con toni accesi, si è mantenuta sul piano verbale.

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L’interrogazione di Marzoli dovrebbe essere discussa nel prossimo consiglio dedicato al “question time”. Mentre mercoledì (28 settembre) si riunirà la conferenza dei capigruppo per fissare la data della nuova seduta, in cui sarà inserito l’ordine del giorno di solidarietà per i terremotati, che verrà modificato in base alle indicazioni di Bruno Di Paolo, che chiede che sindaco e giunta destinino il 10 per cento delle loro indennità mensile alle popolazioni colpite dal sisma e che le donazioni vengano versate direttamente nel conto corrente della Protezione Civile e non dell’Anci.

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