Sixty: segni di apertura dalla proprietà, salvi un centinaio di posti

Avanzata una nuova soluzione, che potrebbe realizzare una rete di due o tre aziende al servizio di quella principale. Ottimismo per il raggiungimento di un accordo entro il prossimo incontro ministeriale il 17 gennaio

Sixty

Primi spiragli di ottimismo, seppur debole, per i lavoratori Sixty. Stamani (mercoledì 9 gennaio) nella sede teatina di Confindustria i vertici aziendali hanno incontrato i sindacati, i rappresentanti della rsu e i dirigenti della Regione.

Nell'ultimo incontro del 2012 il fondo panasiatico Crescent hide park aveva confermato la volontà di voler salvare 50 dipendenti da impiegare nello stabilimento di via Piaggio in una nuova società.

Oggi, però, sembra che il numero di posti di lavoro salvi potrebbe arrivare fino a 100. Una cifra considerevolmente più bassa dei quasi 400 lavoratori che da più di un anno combattono per salvaguardare il proprio diritto al lavoro. Ma che lascia aprire ad un cauto ottimismo.

La nuova società ha dimostrato segni di apertura per arrivare al prossimo incontro romano, fissato per il 17 gennaio nella sede del ministero dello Sviluppo economico, con un accordo raggiunto a livello locale.

La proposta sarebbe quella di realizzare una rete di due o tre aziende al servizio di quella principale: in questo modo lavorerebbero in tutto circa 100 persone

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