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Economia

Sixty, trovata una banca per l'anticipo di cassa integrazione

Il credito cooperativo abruzzese di Cappelle sul Tavo accetta di erogare i 700 euro mensili ai lavoratori che ne faranno richiesta aprendo un conto i cui costi saranno coperti da Confindustria. Ma restano dubbi sul nuovo progetto industriale

Arriva l’anticipo di cassa integrazione per i dipendenti della Sixty. Dopo mesi di proteste, trattative e riunioni con il prefetto, sarà la banca di credito cooperativo abruzzese di Cappelle sul Tavo ad erogare da lunedì prossimo (10 giugno) gli stipendi mensili. "Oggi è un giorno importante", ha commentato il prefetto Fulvio Rocco De Marinis.

In prefettura la soluzione è stata annunciata stamani (martedì 4 giugno) alla presenza del direttore di Confindustria Fabrizio Citriniti, del vice Ivano Calabrese, del direttore delle risorse umane di Sixty Domenico Gentile, del commissario giudiziale Pierluigi Pennetta. Per la banca erano presenti il direttore generale Rocco Finocchio, il presidente Michele Borgia e il direttore della filiale di Chieti Scalo Gianluca Iachini.

E proprio nell’istituto di credito della città bassa i lavoratori potranno ritirare la quota mensile. In questa settimana nella sede dell’azienda è disponibile una specie di sportello remoto per avere la modulistica necessaria ad aprire un conto nella filiale dello Scalo. I costi di gestione sono tutti coperti da Confindustria. Dalla prossima settimana per sei mesi sarà la banca a coprire l’anticipo di cassa integrazione: un investimento da circa 500-600 mila euro. "Abbiamo calcolato che almeno la metà dei dipendenti interessati ne farà richiesta", spiega il direttore generale Finocchio. A fare da garante sarà un fondo di Crescent Hyde Park.

Per il momento, dunque, c’è una soluzione temporanea alla vertenza Sixty, che almeno serve a fornire sollievo alle centinaia di lavoratori senza alcun reddito dal mese di marzo. E il presidente della banca di credito cooperativo abruzzese Borgia ha ammesso che sarebbe disponibile a dare sostegno a progetti di spin off aziendale.

Restano perplessi i sindacati, che hanno ricevuto l’annuncio dell’accordo dal prefetto, ma non sono stati convocati dall’azienda. Tanto più che al momento non è ancora stato fissato un incontro per chiarire i dettagli del nuovo progetto e trovare una soluzione per i 300 lavoratori che ne resteranno esclusi.

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