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foto Ansa

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Rospo mare, società finisce nella lista nera Usa: a rischio decine di posti di lavoro nel campo petrolifero

L'allarme lanciato dalla Fit Cisl. Attività ferme dal primo maggio. Tra le società sanzionate c'è anche la gestione della Nave di stoccaggio Alba Marina, situata al largo delle coste a sud di Vasto e funzionale alle attività estrattive del campo Rospo Mare

La società petrolifera P.B. Tankers finisce nella lista nera del Dipartimento del Tesoro del Governo degli Stati Uniti d’America.

 L’ufficio per il controllo delle attività estere (OFAC) l'ha inserita tra le sanzionate per attività operate nell’ambito dell’economia petrolifera venezuelana, con conseguenti ricadute negative su tutte le attività della società stessa. Tra queste vi è anche la gestione della Nave di stoccaggio Alba Marina, situata al largo delle coste a sud di Vasto e funzionale alle attività estrattive del Campo Rospo Mare.

L'allarme è stato lanciato dalla Fit Cisl, preoccupata per questa situazione che interessa 24 marittimi diretti e decine di altri lavoratori tra dipendenti Edison ed indotto. “La decisione del Dipartimento del Tesoro statunitense ha determinato il blocco di tutte le attività operate da P.B. Tankers sull’Alba Marina, tanto che tutte le attività estrattive sono ferme oramai dal primo di maggio scorso" fa sapere Amelio Angelucci, segretario generale aggiunto della Cisl Trasporti Abruzzo Molise.

“E’ a rischio una fetta importante dell’economia di un territorio a cavallo tra Abruzzo e Molise - prosegue - tenuto conto che stiamo parlando di 30 pozzi di produzione attivi dal 1982. C’è la necessità di attivare subito un confronto con la proprietà del Campo, ovvero la Edison, per trovare le soluzioni adeguate a salvaguardare intanto i dipendenti della P.B. Tankers, i primi a risentire di questa situazione, ed a cascata un intero comparto che non potrà reggere a lungo il fermo delle attività”.

Sulla vertenza sono intervenute anche le segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali. "L’obiettivo - affermano -  è arrivare a breve ad una soluzione condivisa che garantisca occupazione e produzione”.

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