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CariChieti: poche attenzioni dei candidati sindaco sulla banca

L'istituto bancario è in amministrazione straordinaria da settembre 2014. I sindacati chiedono attenzioni dalla politica per far rimanere la banca locale al servizio del territorio

“A Chieti nessuno dei candidati ha effettuato un’attenta analisi su quanto è accaduto nella Banca CariChieti”. E’ quanto evidenziano i sindacati Fabi, Fiba/Cisl,  Fisac/Cgil e Uilca annunciando una conferenza stampa per martedì 26 maggio nella sede della Cgil a Pescara avente come tema le sorti del grande istituto bancario, in amministrazione straordinaria da settembre 2014.

Si lavora con l’obiettivo di far rimanere una banca locale al servizio del territorio e ci si chiede allo stesso tempo, a elezioni ormai vicine, come si affronterà e quale sarà il futuro della CariChieti.

“Accanto all’indubbia e oggettiva crisi – si legge in una nota dei quattro sindacati regionali -  si è arrivati a tale situazione per scelte sbagliate, per mancanza di idee e proposte per lo sviluppo economico e sociale sul territorio ma anche, probabilmente, per comportamenti inadeguati e poco chiari da parte di alcuni. L’intero settore bancario, in forma particolare in Abruzzo, è in profondo mutamento e la complessità del cambiamento coinvolge tutti gli attori economici, politici e sociali poiché tutto ciò ha un impatto sullo sviluppo, sulle imprese, sul mondo del lavoro, sulle famiglie e i pensionati”.

Sul futuro dei circa 600 dipendenti e della banca che rischia di sparire, il candidato sindaco di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, la scorsa settimana aveva speso qualche parola di commento: “Dalle notizie risulta che ci sono oltre trecento milioni di crediti deteriorati e circa altri duecento milioni in sofferenza – ha dichiarato -  Con questi numeri si andrà chiaramente incontro alla ricapitalizzazione, ma chi lo farà? Chi si prenderà l’onere di un’operazione così rischiosa? Probabilmente il Commissario, che ha iniziato il suo lavoro a settembre dello scorso anno, dovrà presto tirare le somme. Quasi nove mesi durante i quali la politica locale e le Istituzioni sono rimasti a guardare. Mi auguro che si riesca a salvaguardare l’Autonomia della Carichieti e scongiurare l’acquisto della nostra banca da parte di altri istituti , per salvare l’identità non di una sola azienda, ma di un’intera città”. E ancora: “Gli sforzi delle istituzioni dovrebbero spingere verso la creazione di nuovi posti di lavoro, verso lo sviluppo ed il rafforzamento di quanto già esistente sul territorio e non di mettere a repentaglio la tranquillità economica e sociale di centinaia di persone e dell’intera popolazione”.

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