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Economia

“Il negozio nell’era di internet”: aggiornarsi per non morire

Il mercato dell'online in ascesa: in Abruzzo 267 imprese di settore censite con un saldo positivo, in provincia di Chieti 13 nuove iscrizioni. Il convegno di Confcommercio a Chieti

“Il negozio tradizionale può avere futuro ma bisogna aggiornarsi per non morire” E’ il monito lanciato da Confcommercio a margine del convegno  “Il negozio nell’era di internet” ieri pomeriggio nella sala Cascella della Camera di commercio di Chieti. Qui si sono dati appuntamento molti commercianti della città per ascoltare un interessante dibattito, a cui hanno preso parte anche il segretario generale della Camera di commercio di Chieti, Paola Sabella, e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

I DATI- Il mercato dell’on-line è in rapida ascesa. Come ha spiegato Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti: “In Abruzzo sono 267 le imprese di settore censite con un saldo positivo di 16 unità registrato nel 2013 quando, a fronte di 36 attività cessate, ne sono state iscritte 52 nuove. In provincia di Chieti lo scenario non cambia con 13 nuove iscrizioni e 9 cessazioni riscontrate lo scorso anno. Il saldo del comparto, quindi, resta più che positivo anche nella nostra provincia”. L’esatto contrario di quanto accaduto con il commercio al dettaglio “reale” che ha fatto i conti, nel penultimo trimestre del 2013, con la moria di 629 negozi e piccole imprese. Uno dei motivi va ricercato proprio nel commercio on-line che ha spostato i sottili equilibri di un settore che, da alcuni anni, viaggia sul filo del rasoio. Nello specifico accade che molti utenti entrano nei negozi per provare dei capi e sfruttare la competenza dei negozianti ma poi comprano in rete per risparmiare. Un fenomeno antipatico, racchiuso nell’acronimo di “Topo”, a cui raramente si alterna un “Ropo”, ovvero quando il cliente visiona la merce su internet ma va ad acquistarla dal negozio di fiducia. “Senza dimenticare- aggiunge Tiberio- la concorrenza sleale che gli stessi fornitori fanno a noi commercianti vendendo on-line, a prezzi ridotti, la merce che acquistiamo a rigidi prezzi di listino. La categoria è giustamente delusa”.

 Fabio Fulvio ha illustrato gli estremi della guida promossa da Confcommercio ricordando che il mercato on-line frutta in Italia 13 miliardi di euro. “Al commerciante consigliamo di imparare le logiche di internet sfruttandone gli aspetti migliori arginandone i peggiori per evitare il proliferare di comportamenti che stanno danneggiando oltremodo i negozi storici”.

Walter D’Amario, giornalista e docente di web social marketing, si è rivolto a cuore aperto alla categoria: “Il web social marketing è ormai un passaggio obbligato per chi vuole fare impresa e deve andare ad integrare il marketing tradizionale. Con il mercato sui social- ha affermato - si passa dalla vecchia logica di assecondare il consumatore alla nuova e vincente logica di stare con il consumatore che rende il cliente parte attiva del proprio marketing aziendale.”      

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