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Oltre la metà delle auto che circolano a Chieti sono vecchie, i dati dell'Airp

Con il 55,4% Chieti è il capoluogo di provincia abruzzese con il parco circolante di autovetture più vecchio dopo Teramo. I dati dell'Osservatorio sulla mobilità sostenibile dell'Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici

A Chieti il 55,4% di auto circolanti ha otto o più anni di vita. Il nostro è il secondo capoluogo di provincia abruzzese con il parco circolante di autovetture più vecchio, il primato è a Teramo con il 57,4%. Segue, dopo Chieti, Pescara con il 53,2% di vetture ‘anziane’, mentre a L’Aquila è il 51,4% delle auto circolanti ad avere otto anni o più. La curiosa classifica è deriva da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Istat.

In Italia è Andria il capoluogo di provincia italiano in cui il parco circolante di autovetture è più vecchio: qui il 72,8% dha otto anni o più.

Di contro, tra le quattro città abruzzesi, L’Aquila ha il parco auto più giovane: le vetture acquistate meno di 8 anni fa rappresentano il 48,6%, segue Pescara con il 46,8%. Chieti è terzultima: qui meno della metà delle auto che sfrecciano in giro, , il 44,6%, ha meno di 8 anni di vita, chiude l’elenco Teramo con il 42,6% di mezzi.

A livello nazionale, tra i primi dieci comuni capoluogo di provincia con il parco circolante di autovetture più giovane ci sono solo città del nord Italia (nei primi tre posti: Aosta, Trento e Bolzano). Secondo l’Airp, nel nord il ricambio è più frequente, “fermo restando che un parco circolante più vecchio ha importanti conseguenze negative sulla sicurezza della circolazione e ha anche un impatto ambientale particolarmente elevato, dal momento che le auto più vecchie hanno livelli di emissioni di sostanze nocive più elevati rispetto a quelle più giovani”.

Tra i dispositivi che consentono in tempi brevi di migliorare l’impatto ambientale dei veicoli più vecchi in sicurezza, l’Associazione Ricostruttori Pneumatici segnala i pneumatici ricostruiti: "costano meno di quelli nuovi, sono ugualmente sicuri (perché sono sottoposti alle stesse prove prima di essere messi sul mercato) e consentono di rinviare l’esigenza di smaltimento dei pneumatici usati".

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