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Domenica, 26 Maggio 2024
Economia

Patto tra le aziende nel nome della biodiversità e amore per la città: nasce l'associazione vignaioli teatini

La sinergia fra Comune, Slow Food Chieti e la nuova associazione: “Così promuoveremo l’identità enogastronomica della città”

Otto aziende vitivinicole si uniscono a Chieti dando vita all'associazione vignaioli teatini per promuovere, assieme al Comune e alla condotta Slow Food, sempre più l’identità enogastronomica della città.

La presentazione ufficiale del progetto ieri nel museo Barbella con il sindaco Diego Ferrara l’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Chiara Zappalorto, Aldo Mario Grifone per Slow Food Chieti e Piergiorgio Benai, portavoce comunità Slow Food Vignaioli Teatini. 

“A Chieti e provincia non solo si è difesa bene l’agricoltura anche all’epoca della pandemia, ma è in netta crescita e questa associazione lo dimostra – ha esordito il sindaco Diego Ferrara – Sono lieto di essere parte di un progetto positivo per la città che ha anche una visione comune di sostenibilità, concretizzata innanzitutto nella conduzione biologica certificata del vigneto e dei prodotti. A livello cittadino l’obiettivo è condividere un’offerta chiara di turismo enogastronomico nel contesto artistico urbano, cosa che coincide perfettamente con le nostre intenzioni e con il lavoro in corso proprio su sostenibilità e valorizzazione territoriale”.

Per l’assessore all’Ambiente e Transizione ecologica, Chiara Zappalorto: “La presenza di questa nuova associazione si sposa con il progetto avviato da noi con Anci contro lo spreco alimentare e la valorizzazione territoriale che ci impegna proprio sul km zero, sul biologico e sulla sostenibilità, aggiunge valore alla nostra città e ha una proiezione sulla promozione del territorio molto forte, supportata da Slow Food”.

Al momento l'associazione vignaioli teatini conta otto aziende ma già sarebbero pronte ad aderire anche altre realtà, come ha spiegato Luigi Di Camillo, enologo e vignaiolo della cantina I Fauri. “Si volevano porre le basi per creare un’associazione con vignaioli più legati all’artigianalità della produzione e alla sostenibilità. Siamo tutti in produzione biologica - ha aggiunto - e questo ci ha spinto a creare una comunità che abbraccerà tutti coloro che vogliono far parte del progetto, non solo produttori, ma anche wine lovers. I nostri obiettivi si basano su una comunicazione efficace del nostro prodotto, in linea con la rivoluzione del disciplinare che tocca principalmente il montepulciano d’Abruzzo, prodotto per lo più in provincia di Chieti e che per questo può e deve specificarsi meglio. I territori teatini, soprattutto nel montepulciano, rappresentano il picco della produzione regionale e per questo crediamo che vadano messi in evidenza e non dispersi nel calderone provinciale. Anche Chieti ha oggi bisogno di vignaioli che rappresentino tale evidenza e di una spinta a metterla a sistema, che anche altri territori abruzzesi stanno sentendo. In collaborazione con il Consorzio lavoreremo per arrivare alla definizione di sottozone identitarie, noi abbiamo Colline teatine e Teate che determineranno il Montepulciano superiore. È una fase importante, in cui ci inseriremo con eventi e iniziative di condivisione e conoscenza con la città e il territorio”.

“Stiamo da tempo lavorando a questa sinergia perché l’agricoltura artigianale necessita di lavoro e in questa associazione la manodopera sono i vignaioli stessi, proprietari delle cantine – ha dichiarato invece Aldo Grifone di Slow Food Chieti - L’idea di comunità nasce dalla lungimiranza di Carlin Petrini che invitò a creare le comunità, al congresso mondiale di Slow Food questo invito è stato ratificato, noi oggi lo realizziamo in provincia di Chieti, gettando le basi della prima comunità della provincia. Pur nella specificità e diversità di questo gruppo, si cercherà di lavorare insieme, in nome del territorio. Stiamo aspettando da Brà la ratifica che dovrebbe arrivare nel prossimo esecutivo e in tempo per i primi eventi che a breve metteremo in campo”.

“Questa associazione nasce da un gruppo di amici – ha concluso Piergiorgio Benai, portavoce della comunità Slow Food dei vignaioli– ed è bello già di per sé che ci si trovi a parlare per creare un movimento per valorizzare il territorio e creare le buone pratiche. È un momento epocale, le aziende si parlano, ce la metteranno tutta per centrare gli obiettivi previsti. Apertura, dialogo e fronte comune sotto il cappello Slow Food per la sostenibilità del pianeta e per tornare a una dimensione più umana dell’impresa”.

L’associazione vignaioli teatini nasce dall’unione delle aziende vitivinicole Tenuta I Fauri, Maligni, Fattoria Teatina, Cantina Wilma, Zappacosta, Rabottini, Buzzarone, Pesolillo. Uno degli obiettivi è quello di unire la base produttiva, nell’ottica di sostenere una rivendicazione più fedele delle proprie produzioni, anche a seguito dell’aggiornamento dei disciplinari di produzione, promosso dal Consorzio Vini d’Abruzzo.

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